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TORINO - 05/10/2011tsunami

Problemi con i buoni libro: perché non adottare la formula del leasing?

Marco Fontana

L'amministrazione comunale di Torino ad oggi non ha ancora sciolto il nodo su come erogare quest'anno i buoni libro, dopo che da Roma non sono ancora pervenuti i fondi necessari. A preoccupare è principalmente la mancanza di inventiva dellaGiunta Fassino che non va oltre la polemica per i tagli subiti dal Governo nazionale. E pensare che basterebbe guardarsi intorno per comprendere come vi siano altre strade percorribili per evitare disagi alle famiglie. L'esempio questa volta proviene da Caltanisetta dove il Liceo Scientifico di Scienze applicate - Istituto Tecnico "S. Mottura", grazie alla creatività del preside Salvatore Vizzini ha introdotto il comodato d’uso dei libri per gli studenti. Il progetto si chiama "Liberi Libri": gli studenti, a fronte di una spesa che va dai 20 ai 50 euro l’anno anziché i 500 circa previsti in media per il loro acquisto, hanno a disposizione i libri di testo per tutto l’anno scolastico senza spese aggiuntive, con l'unico obbligo di riconsegnarli in buone condizioni.E’ quindi possibile in tempi di crisi aumentare i servizi lasciando inalterata la spesa. Si stima che con questa forma di leasing dei libri scolastici lo studente spenderà nei 5 anni appena 160 euro con il vantaggio che gli allievi avranno a disposizione tutti i libri senza attese o ritardi, andandoli a ritirare direttamente a scuola. Il punto debole del progetto è l’investimento iniziale che però rimane minimo perché ammortizzato nei cinque anni e quindi abbordabile per le amministrazioni locali. Una ulteriore possibilità di entrate è ad esempio quella della sponsorizzazione dei prodotti della scuola come per la pubblicazione del proprio Pof (Piano Offerta Formativa) stampato in un volume a colori e consegnato a tutti gli studenti. La vendita di spazi pubblicitari
al proprio interno ha consentito un risparmio di risorse e la possibilità di utilizzare le entrate pubblicitarie per offrire agli studenti borse di studio, viaggi di istruzione, esperienze formative all’estero. Un altro esempio è quello delle risorse che si possono ricavare dai distributori automatici di bevande e snack presenti nelle scuole. Tutte forme di autofinanziamento che potrebbero venire incontro all'attuale carenza di risorse pubbliche.



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