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TORINO - 16/09/2011tsunami

Il Comune raschia il fondo del barile: per fare cassa vende le municipalizzate

Marco Fontana

Cedere il 40 per cento di Amiat, Gtt e Trm per far subito cassa. Ecco la soluzione che sta prendendo forma a Palazzo Civico per affrontare la questione del buco di bilancio lasciato dalla Giunta Chiamparino e per reperire le risorse necessarie ad andare avanti. Al Comune non basta quindi mettere mano nelle tasche dei torinesi con il ritocco delle tariffe di bus, strisce blu, Tarsu, ma è costretto anche a cedere parte delle sue partecipazioni nelle principali aziende erogatrici di essenziali servizi pubblici. Una sorta di vera e propria 'privatizzazione' forzata che sarebbe interessante capire come verrà percepita dal comitato referendario dell'acqua pubblica, oggi tramutatosi in un partito di sinistra contro qualsiasi forma di liberalizzazione. Pare che l'Amministrazione Fassino abbia già individuato l´Unicredit come advisor per valutare il trasferimento e il valore delle quote, il 40 per cento di ciascuna azienda, che dovrebbero finire in pancia a Fct. Al centro dell’operazione sarebbe la finanziaria del Comune che dovrebbe acquistare, indebitandosi con istituti di credito, le azioni delle tre società. Un modo per far arrivare attraverso Fct soldi freschi nelle casse di Palazzo Civico. Sul quantum i dubbi sono numerosi: visto che il valore delle aziende sono diversi, da una parte c´è la società di trasporti e quella che sta costruendo l´inceneritore, le più pregiate, dall´altra Amiat, raccolta e smaltimento rifiuti, che ha meno appeal.

Quello che forse non prende in considerazione la Giunta Fassino è però il rovescio della medaglia di un'operazione di questo tipo: cioè i dividendi in meno che incasserà ogni anno. Per Amiat si parla di circa 10 milioni di euro, per Gtt 4,521milioni di euro mentre su Trm gli incassi non sono ancora quantificabili visto che la realizzazione dell'inceneritore non è ancora stata ultimata. Insomma un bel gruzzoletto di soldi che sparirebbe dal bilancio comunale, compensato solo con un'entrata occasionale 'una tantum' seppure sostanziosa. Fassino quindi segue le orme del suo predecessore Sergio Chiamparino, il quale aveva venduto gli immobili più pregiati del patrimonio comunale. Una scelta quanto meno discutibile e che sicuramente ipotecherà le future amministrazioni perché nuovamente si cede ciò che fa utile per continuare a garantire la spesa corrente.



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