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L'ESPERTO RISPONDE - 13/01/2011pagina dei soldi

Piano Casa

di Massimo Pipino

Per gli interventi di ampliamento previsti dal c.d. Piano Casa è possibile usufruire delle detrazioni fiscali del 36% e 55%, previste, rispettivamente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica realizzati sul patrimonio edilizio esistente. Il chiarimento giunge dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 4/E del 2011.
A seguito dell’approvazione del c.d. Piano Casa - consistente in un sistema di norme che consente di effettuare ampliamenti o ricostruzioni di edifici sulla base di leggi regionali in deroga ai piani regolatori locali - avvenuta con l’articolo 11 del decreto legge n. 112 del 2008 per garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo, viene chiesto all’Agenzia delle Entrate la possibilità di fruire della detrazione del 36 % sulle spese di ristrutturazione in presenza di lavori di ampliamento.

Al riguardo l’Agenzia, con la risoluzione n. 4/E del 2011, afferma che l’art. 3 del D.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico dell’edilizia) riconduce fra gli interventi di ristrutturazione edilizia anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quelli preesistenti, fatte salve le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica; inoltre, definisce interventi di “nuova costruzione” quelli riguardanti la realizzazione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente.
E sulla base di tali assunti, con riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio delle detrazioni fiscali del 36 e 55 per cento, l’Agenzia chiarisce le seguenti situazioni:
- nell’ipotesi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, la detrazione compete solo in caso di fedele ricostruzione, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente;
- nell’ipotesi di demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”;
- nell’ipotesi di ristrutturazione senza demolizione dell’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.
Le suddette ipotesi si rendono applicabili anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del Piano Casa, posto che le disposizioni che derogano agli strumenti urbanistici locali, essendo introdotte da leggi regionali, non possono influire sulla applicazione di prescrizioni di carattere fiscale contenute nelle norme nazionali.
Ne consegue che, ai fini fiscali, gli interventi di ampliamento, come definiti dall’art. 3 del richiamato Testo Unico dell’Edilizia, continuano a configurarsi come “nuova costruzione” e, pertanto, si considerano ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni del 36 e 55 per cento solo alle condizioni sopra precisate







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