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L'ESPERTO RISPONDE - 23/12/2010pagina dei soldi

Il 27 dicembre prossimo scade il termine per versare l’acconto IVA

di Massimo Pipino

Scade lunedì prossimo 27 dicembre 2010 il termine per il versamento dell’acconto IVA relativo all’anno in corso. L’adempimento, introdotto nel 1991 dall’art. 6 della Legge n. 405/90, deve essere effettuato dai soggetti passivi, già titolari di partita IVA nel 2009, che risultano attivi nel 2010.In termini generali, l’adempimento interessa le imprese e gli esercenti arti o professioni, titolari di partita IVA, qualunque sia la forma giuridica con la quale è svolta l’attività, ma risultano esonerati dal versamento quei soggetti che non dispongono di uno dei due dati (quello “storico” o quello “previsionale”), su cui sostanzialmente si basa il calcolo dell’acconto. Sono esonerati dal versamento dell’acconto IVA 2010, specificamente, coloro che:

· hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno 2010; - hanno cessato l'attività (anche per decesso) entro il 30.09.2010, se effettuano la liquidazione dell’imposta con periodicità trimestrale, ovvero entro il 30.11.2010, se mensili; - prevedono di chiudere l’anno 2010 con un credito; - risultano a credito nella liquidazione di dicembre 2009 (mensili), o nella dichiarazione annuale 2009 (trimestrali ordinari), o nella liquidazione del quarto trimestre 2009 (trimestrali speciali ex art. 74, DPR n. 633/72);

· calcolano un importo dovuto a titolo di acconto IVA 2010 inferiore a Euro 103,29;

· nel 2010, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell'imposta;

· applicano il regime agevolato delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 13, Legge n. 388/2000, o sono usciti dal regime agevolato con decorrenza dal 2010 (per obbligo o per opzione);

· applicano il regime agevolato dei “contribuenti minimi” ai sensi dell’art. 1, commi 96 – 117, della Legge n. 244/2007;

· nel 2009 hanno adottato il regime dei “contribuenti minimi” e nel 2010 sono passati al regime ordinario (per obbligo o per opzione);

· i produttori agricoli esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’IVA;

· i soggetti che esercitano attività di spettacoli, giochi e intrattenimento in regime speciale;

· le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e le pro-loco, in regime forfetario;

· i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;

· gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l'unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all'IVA.

Metodi di calcolo dell'acconto

L’importo dell’acconto IVA è calcolato in ragione di un’aliquota, fissata in misura pari all’88 per cento, applicabile ad un importo di riferimento che si differenzia a seconda del metodo di calcolo applicato.
L’acconto IVA, infatti, può essere determinato alternativamente in base ad uno dei seguenti metodi di calcolo: storico, previsionale, o analitico. Ciascuno dei metodi di calcolo su indicati prevede regole specifiche per la determinazione dell’importo base, in relazione al quale, successivamente, è determinato l’acconto applicando l’aliquota dell’88 per cento.

METODO DI CALCOLO


ALIQUOTA

BASE DI CALCOLO MENSILI

BASE DI CALCOLO TRIMESTRALI

Metodo Storico

88%

IVA a debito relativa al mese di dicembre dell’anno precedente

a) IVA a debito della dichiarazione annuale o dell’Unico dell’anno precedente;
b) IVA a debito relativa al IV° trimestre dell’anno precedente (trimestrali speciali)

Metodo Previsionale

88%

IVA a debito che si prevede di versare per il mese di dicembre dell’anno in corso

a) IVA a debito che si prevede di versare in sede di dichiarazione annuale o Unico;
b) IVA a debito che si prevede di versare per il IV trimestre dell’anno in corso (trimestrali speciali)

Metodo Analitico

88%

IVA a debito su vendite e corrispettivi registrati dal 1/12 al 20/12
(+)
IVA a debito su vendite effettuate dal 1/11 al 20/12 e non ancora fatturate e/o registrate
(-)
IVA detraibile sugli acquisti registrati dal 1/12 al 20/12

IVA a debito su vendite e corrispettivi registrati dal 1/10 al 20/12
(+)
IVA a debito su vendite effettuate dal 1/11 al 20/12 e non ancora fatturate e/o registrate
(-)
IVA detraibile sugli acquisti registrati dal 1/10 al 20/12

Modalità di versamento

L'acconto IVA deve essere versato entro il 27 dicembre 2010, utilizzando il modello F24 telematico (direttamente mediante i servizi dell’Agenzia delle Entrate “Fisconline” o “Entratel” e i servizi “home banking”, o tramite gli intermediari abilitati a “Entratel” che utilizzano il modello F24 cumulativo o i servizi di home banking) con l’indicazione dei seguenti codici tributo:

Contribuenti mensili

6013

Contribuenti trimestrali

6035

L’importo da versare non può essere rateizzato, ma può essere compensato nell’ambito del modello F24 ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/97.
A differenza di quanto previsto per le liquidazioni periodiche, per il versamento dell’acconto IVA i contribuenti trimestrali ordinari non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell’1 per cento.
L’acconto pagato deve essere poi scomputato dall’IVA da versare per il mese di dicembre (per i contribuenti mensili), in sede di dichiarazione annuale Iva (per i contribuenti trimestrali) o da quanto dovuto per la liquidazione del 4° trimestre (per i contribuenti trimestrali cd. “speciali” ).

Sanzioni e ravvedimento

La sanzione prevista in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto è pari al 30 per cento dell’importo non versato oltre ad interessi (art 13, D.Lgs. n. 471/97).
È possibile, comunque, usufruire del ravvedimento operoso con le seguenti modalità:

- entro 30 giorni, versando, oltre all’imposta dovuta, la sanzione pari al 2,50 per cento (1/12 del 30%) dell’importo non versato oltre agli interessi calcolati al tasso legale;

- entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa, versando, oltre all’imposta, la sanzione pari al 3 per cento (1/10 del 30%) dell’importo non versato oltre agli interessi calcolati al tasso legale.

In caso di ravvedimento operoso, il versamento deve essere eseguito utilizzando i seguenti codici:

Acconto IVA (mensili)

6013

Acconto IVA (trimestrali)

6035

Sanzione

8904

Interessi

1991





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