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GRUGLIASCO - 20/10/2010CRONACA

Mazzù: Le Serre il mio fiore all'occhiello

Marcello Mazzù è un uomo impegnato ma non irraggiungibile, e lungo i cento metri che separano il suo studio di medico dal municipio di Grugliasco, si rende disponibile per una chiacchierata. Probabilmente già reduce da un confronto con qualcuno dei suoi pazienti.
Ma sono più disciplinati di una volta – sorride - agli inizi prendevano appuntamenti fittizi per segnalarmi le magagne cittadine.

Il sindaco ha superato la metà di questo mandato, ed è dunque tempo di bilanci. Il giudizio più oggettivo è quello dei cittadini, ma, ciò premesso, sento di poter dare una valutazione positiva. Nonostante il contesto sfavorevole, i bilanci, il patto di stabilità, l’applicazione del programma è stata eseguita con successo, e si sono concretizzati molti progetti.

Ce n’è uno del quale va particolarmente fiero?
Ve ne sono molti. Su tutti, il Parco Le Serre, che oggi è un polo culturale vivo, pulsante; un condominio che mette insieme cultura, impresa, arte, spettacolo, con la scuola di circo più importante d’Italia; il teatro; le marionette; Casa Sonora. E poi gli spazi espositivi, la musica, la danza e le imprese di innovazione tecnologica. Se penso a com’era quest’area otto anni fa, non posso che sorridere. Ed è destinata ancora a crescere. Ora però posso dire che sia a posto dal punto di vista funzionale, anche con l’adozione dei pannelli fotovoltaici.

Se pensiamo a qualche anno fa, c’è un quartiere, su tutti, che ha letteralmente cambiato faccia: Borgata Paradiso.
È vero. E il nuovo Parco Paradiso è in fase di completamento, e presto sarà fruibile. Ma anche il centro storico è cambiato: sono state rifatte vie importanti, implementate piste ciclabili, introdotto il bike sharing. Non rimane che inculcare un po’ di cultura ciclistica, ma per questo ci vorrà più tempo.

A proposito di novità, si vociferava della possibilità di trasferire a Grugliasco il corso universitario di matematica. A che punto siamo?
Il progetto c’è, e non riguarda solo matematica, prevede anzi che partiranno per prime farmacia e scienze. Occorre completare l’iter amministrativo, ma attendiamo buone notizie per la fine dell’anno. In tema di università, tra i progetti ultimati proprio quest’anno c’è la Città Universitaria della Conciliazione, che è una struttura funzionale al nuovo polo delle facoltà scientifiche. C’è un asilo nido, servizi all’infanzia, servizi di integrazione in orari e periodi di chiusura delle scuole. Inoltre vi si possono trovare un centro di documentazione e diffusione sulle pari opportunità e sul tema della conciliazione lavoro-famiglia; un centro benessere e un centro di ristorazione, presidio per la promozione e diffusione della cultura gastronomica, del bio e della filiera corta.

Un altro asilo nido? Ora quanti ne conta, la città?
Sono cinque in tutto, abbiamo disponibilità di posti anche per i Comuni circostanti, con i quali, tra l’altro, vi è una collaborazione storica e proficua, specie con Collegno e Rivoli.

Quindi i rapporti con il vicinato vanno bene. E in famiglia come si sta? Com’è il rapporto con i cittadini?
La comunità è partecipativa: ci segue sul sito del Comune, che tra l’altro sarà presto rinnovato. E poi stiamo registrando un aumento dell’associazionismo. C’è grande collaborazione e grande senso di appartenenza al territorio.

E con l’opposizione?
Con l’opposizione ho sempre cercato il dialogo e in qualche rara occasione c’è stata convergenza. Tuttavia, nella maggior parti dei casi, sono prevalse logiche faziose. Un esempio eclatante è la loro esultanza al fallimento del progetto della Città della salute. Un progetto per il quale avremmo dovuto collaborare, per il bene della città. Invece loro hanno preferito esultare per l’insuccesso della maggioranza, anziché riflettere insieme su una sconfitta della città. È triste ignorare il bene comune per pensare al proprio orticello. Ma non mi stupisco, se penso che qualche esponente dell’opposizione ancora si esibisce nel saluto romano. Forse abbiamo concetti diversi a proposito del senso di appartenenza.

Esponenti dell’opposizione hanno molto polemizzato in merito all’ipotesi di edificare il nuovo municipio all’interno del Parco Porporati. Di che cosa si tratta?
È doveroso specificare, perché detta così pare che io voglia radere al suolo il parco per costruire un ecomostro. Anzitutto, Grugliasco ha un municipio vecchio, e obsoleto dal punto di vista della sicurezza, della fruibilità, dell’accessibilità. L’abbiamo già in parte ammodernato, turando le falle più gravi, ma continuare a ricorrere a soluzioni tampone è una scelta miope e costosa: si parla di un milione e cinquecentomila euro solo per rimediare alle mancanze più gravi. In più, mantenerlo costa ed è un edificio ad alto consumo, costruito secondo criteri superati. Per finire, è anche brutto. Presto piazza Matteotti sarà pedonale come piazza 66 Martiri, sarà riqualificato il Cottolengo, perché la nuova Residenza Santaria Assistita si sposterà in corso Martin Luther King, e l’attuale municipio, lì dov’è e com’è, stona.
Allora abbiamo pensato, rivolgendoci a tecnici qualificati, di costruirne uno nuovo, a impatto zero, non all’interno del parco, bensì nell’area sterrata che oggi è utilizzata come parcheggio per il mercato. Sarebbe un edificio di tre piani, costruito secondo le effettive esigenze pratiche, che costituirebbe un modello cui riferirsi. Dotato di parcheggio sotterraneo, farebbe sparire i mezzi comunali, ora parcheggiati qui e là in piazza, e potrebbe essere utilizzato anche per il mercato: è di sabato, giorno di chiusura del municipio. Vendendo il Comune attuale, e considerando il denaro comunque necessario per una eventuale ristrutturazione, ne scaturirebbe un’operazione pressoché a costo zero.
Il futuro è la sostituzione, la costruzione di edifici nuovi e moderni, non il maquillage di quelli vecchi. È successo a Torino, in via Artom, succederà anche a Grugliasco: è in piedi anche il progetto relativo all’area tra via Natale Palli e via Francesco Baracca, per nuove case popolari.

I progetti realizzati, e quelli ancora in cantiere, sono molti, e questo è motivo di soddisfazione. Ha, invece, qualche critica da muoversi?
Il mio cruccio maggiore è quello legato alla manutenzione delle strade. Non riusciamo a fare ciò che vogliamo, e anzi presentiamo un pessimo biglietto da visita alla cittadinanza. Ma vi sono purtroppo difficoltà legate al patto di stabilità: è difficile far capire ai cittadini che i soldi ci sono, ma non si possono spendere. Voglio, però, che sia chiaro che il sindaco ha piena consapevolezza di questo problema.

In effetti sono molti i grugliaschesi che si lamentano dello stato del manto stradale, e che avrebbero voluto porle la questione. Vi sono anche altre domande. La piccola Anna, di sette anni, chiede come stanno i rospi smeraldini.
Stanno bene. Se non se ne vedono tanti all’oasi del Parco san Sebastiano, è perché preferiscono vivere a Villa Claretta. Ma stanno bene, ribadisco.

Una ragazza di sedici anni, Cristina, vorrebbe sapere qualsi sono i luoghi cui lei è più affezionato, gli scorci che si ferma a guardare più volentieri.
Non ce n’è uno soltanto. Posso dire che dal punto di vista romantico sono legato al Parco Le Serre. Sotto l’aspetto tecnico-funzionale, all’Università.

Infine Andrea, quindicenne aspirante sindaco, vorrebbe ricevere qualche consiglio sul percorso da seguire.
Innanzitutto, gli consiglierei di candidarsi al Consiglio comunale dei ragazzi. Molte proposte nate lì sono state realizzate, ed è un’ottima palestra per imparare a fare politica, a dibattere, a ragionare insieme.
In secondo luogo, è fondamentale che continui a studiare.
E, infine, gli consiglio di non promettere mai ciò che non può mantenere.

Un’indicazione che sarebbe bene seguissero molti politici.
Andrea Gualano

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