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Santi Maimone - Carmagnola - pagina dei Pezzi da 90

Ricordi

Così anche lui che nacque, crebbe e visse racchiuso in una rarissima perla sviluppatasi in riva a due mari, dove nel loro punto d'incontro creano vortici meravigliosi e giochi pericolosi di acque trasparenti, si trovò su quel treno, sul "Treno del Sole".
Quant'era lontana la Sicilia, col suo ribollire di correnti dalle spumose chiome bianche, ispiratrici di leggende orrende che avvolgono i mitici mostri Scilla e Cariddi, enormi e sbuffanti, capaci di affondare le navi dei coraggiosi avventurieri del passato con un semplice soffio delle loro fumanti narici e le sue calme profondità dove il generoso Colapesce scese eseguendo l'ordine di un re a controllare le tre colonne sostenenti il triangolo di terra di cui Messina è la porta.
L'alba, in quei luoghi, sorge presto illuminando l'aria aleggiante di un penetrante profumo di zagara e gelsomino. Il sole, rallegrandosi del soave contatto, accarezza l'azzurro delle acque insediatesi nello stretto corridoio di terre meravigliose.
Dalle colline di un perenne verde, si ammira il variopinto panorama dipinto con i colori figliati dall'amorosa unione dello smeraldo con la madreperla e par che basti allungare una mano per farlo prigioniero e appropriarsi della bellezza impareggiabile di un così irripetibile scenario. Abbaglianti scintille di zaffiro salgono espandendosi lungo gli spinosi fichidindia illuminando i frutti selvatici che con la loro presenza rendono tipica la zona.
I traghetti che numerosi navigano ingurgitando treni, tagliano con la loro scia le azzurre onde riflettendo il candore dello scafo che richiama alla mente romanzesche enormi balene. Una pulitissima cappa celeste s'inoltra nel profondo spazio mostrando vaporosi ed effimeri nei di un frastagliato biancore quasi trasparente.
Il vento di scirocco, smorzando il volo di stridenti gabbiani, trasporta i salati spruzzi rubati alle ignare onde creando fluorescenti giochi crepuscolari e di contro, il raro soffio di tramontata raffredda momentaneamente il respiro di una terra solitamente temperata. La Madonnina del Porto dall'alto della sua torre, benedice i naviganti che transitano in quel meraviglioso braccio di mare. La sua mano, amorosamente alzata, irradia fasci protettori di amore e salvezza mantenendo lontane le zampate dei mitici mostri.
Abbandonò, come un amante tradito, quelle meraviglie mai gustate, rinnegando la rara bellezza della perla mediterranea, facendola esplodere in mille agonizzanti frammenti conficcatisi nel corpo dell'esule figlio strappato dal grembo materno, dall'impietosa mano del destino.
Da una ipotetica terrazza, a forma di umida lacrima, Mario vedeva le immagini veloci della struggente pellicola passargli davanti, inarrestabili, proiettando nei teloni dei ricordi un film rivisto migliaia di volte e mai compreso. Nel giorno del mortale traguardo, così i suoi occhi vorrebbero chiudersi, con il paradisiaco paesaggio scolpito nella retina per portare nel tenebroso regno dei morti, il ricordo di quello che non seppe e che non poté gustare e generosamente mostrarlo agli altri affinché possano godere con lui della splendente luce perlifera che acceca il nero ambiente di quelle grotte, scavate con le unghie, dove dimorano i cadaveri putrefatti.
Bagnata dalle avare piogge, la terra nativa di Mario sfoggia da sempre il solenne e perpetuo Dio Sole al benvenuto straniero innamorato di così rara bellezza regalandogli la gioia immensa di esserci stato.
Divinamente adagiata fra mare e colline, si concede, pur rimanendo vergine, a chi vuol godere delle uniche e fantastiche vedute che l'intrinseca natura regalò per vederla unicamente bella e procace.
Secolare terra, che serba liete storie e tristi eventi; nel profondo dell'animo sente ancora tremare le vene al richiamo mentale quando, chi la creò, tentò di distruggerla facendole vibrare le viscere per cancellare il suo nome perché troppo bella, riuscendo solo a farla rinascere più splendente che mai. Stolta fu l'inutile gelosia che impose al titubante terremoto la sua fine fortunatamente mai avvenuta.
Con forza alzò la fiera fronte guardando negli occhi chi vigliaccamente la ferì bagnandogli il viso con spruzzi del suo rigoglioso sangue. Curandosi le molteplici ferite rinacque spettacolosamente sorniona e imperiosa dilaga sotto un cielo di luminose stelle. Meravigliose attenzioni le giungono da ogni dove nascituri nell'intimo dei suoi figli lontani che la abbandonarono striscianti, aggrappandosi all'erba dei suoi prati verdi ove continuamente crescono spezzoni di infantili ricordi.



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