Bondi attacca la gestione della cultura in Piemonte, Oliva se ne va
La gestione della cultura a Torino e in
Piemonte è al servizio del sistema politico di centrosinistra. E' quanto ha
sostenuto il ministro della Cultura Sandro
Bondi, questa mattina in visita alla Fiera del Libro provocando un acceso
battibecco con l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva. «Torino e il Piemonte - ha detto Bondi accompagnato
nella sua visita tra gli stand dal direttore della Fondazione del Museo Egizio Alain Elkann - hanno avuto un
cambiamento straordinario dal punto di vista economico, sociale e culturale,
peccato però che la dimensione politica sia rimasta indietro e c'è una concezione
della gestione della cultura legata ai partiti che sono al governo in quel
momento». «In particolare - ha sottolineato Bondi - la Biennale per la Democrazia
(svoltasi a Torino nelle scorse settimane per avviare le celebrazioni di Italia
150, ndr) avrebbe dovuto avere un programma più equilibrato». «Per noi - ha
aggiunto il ministro - la cultura deve essere al servizio di tutti, di destra e
di sinistra. In questo noi siamo diversi: noi al governo abbiamo pensato di
aggiungere esponenti di destra non di toglierli alla sinistra». Le
dichiarazioni di Bondi hanno suscitato la pronta replica di Oliva che ha sottolineato
come il governo abbia latitato nella concessione dei finanziamenti per le
celebrazioni di Italia 150. «Il primo lotto lo ha stanziato la sinistra - ha
detto - Il secondo lo stiamo ancora aspettando. E la Reggia di Venaria attende
ancora il contributo di due milioni relativo al 2008». A questo punto Bondi ha
ancora precisato che non è vero, e che è stato invece il suo governo a
sbloccare i primi fondi. «Mi spiace - ha risposto Oliva (foto) - che il ministro non
si renda conto che la cultura si sia sviluppata in Piemonte grazie anche alle
amministrazioni locali che si sono succedute». E poi, diretto al ministro: «Lei
è venuto qui non da ministro ma da rappresentante di partito», ha detto Oliva
che, innervosito, ha poi abbandonato la Fiera. «Nessuno mi può impedire di
esprimere un parere politico», ha detto il ministro che a proposito
dell'amministrazione Chiamparino
aveva anche sottolineato: «Chiamparino è un politico capace, avveduto e onesto,
ma non trovo giusto che nel caso della crisi abbia deciso di rimuovere un
assessore di Rifondazione Comunista per aprire all'Udc, anziché andare a
elezioni anticipate. Perché quando si cambia maggioranza bisogna rivolgersi
agli elettori». (asca)