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TORINO - 18/05/2009FIERA DEL LIBRO 2009

Bondi attacca la gestione della cultura in Piemonte, Oliva se ne va

La gestione della cultura a Torino e in Piemonte è al servizio del sistema politico di centrosinistra. E' quanto ha sostenuto il ministro della Cultura Sandro Bondi, questa mattina in visita alla Fiera del Libro provocando un acceso battibecco con l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva. «Torino e il Piemonte - ha detto Bondi accompagnato nella sua visita tra gli stand dal direttore della Fondazione del Museo Egizio Alain Elkann - hanno avuto un cambiamento straordinario dal punto di vista economico, sociale e culturale, peccato però che la dimensione politica sia rimasta indietro e c'è una concezione della gestione della cultura legata ai partiti che sono al governo in quel momento». «In particolare - ha sottolineato Bondi - la Biennale per la Democrazia (svoltasi a Torino nelle scorse settimane per avviare le celebrazioni di Italia 150, ndr) avrebbe dovuto avere un programma più equilibrato». «Per noi - ha aggiunto il ministro - la cultura deve essere al servizio di tutti, di destra e di sinistra. In questo noi siamo diversi: noi al governo abbiamo pensato di aggiungere esponenti di destra non di toglierli alla sinistra». Le dichiarazioni di Bondi hanno suscitato la pronta replica di Oliva che ha sottolineato come il governo abbia latitato nella concessione dei finanziamenti per le celebrazioni di Italia 150. «Il primo lotto lo ha stanziato la sinistra - ha detto - Il secondo lo stiamo ancora aspettando. E la Reggia di Venaria attende ancora il contributo di due milioni relativo al 2008». A questo punto Bondi ha ancora precisato che non è vero, e che è stato invece il suo governo a sbloccare i primi fondi. «Mi spiace - ha risposto Oliva (foto) - che il ministro non si renda conto che la cultura si sia sviluppata in Piemonte grazie anche alle amministrazioni locali che si sono succedute». E poi, diretto al ministro: «Lei è venuto qui non da ministro ma da rappresentante di partito», ha detto Oliva che, innervosito, ha poi abbandonato la Fiera. «Nessuno mi può impedire di esprimere un parere politico», ha detto il ministro che a proposito dell'amministrazione Chiamparino aveva anche sottolineato: «Chiamparino è un politico capace, avveduto e onesto, ma non trovo giusto che nel caso della crisi abbia deciso di rimuovere un assessore di Rifondazione Comunista per aprire all'Udc, anziché andare a elezioni anticipate. Perché quando si cambia maggioranza bisogna rivolgersi agli elettori». (asca)


Gallerie fotografiche della Fiera


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