Non sarà la Fiera dei tagli, sarà sobria ma non spartana. Così
Rolando Picchioni, regista della Fiera del Libro di Torino, ha descritto questa ventiduesima edizione inaugurata oggi alla presenza del presidente della Camera,
Gianfranco Fini. «Se sacrifici ci sono stati - ha detto - sono serviti a ottimizzare le risorse e incrementare ancora di più le economie di scala. I tagli li abbiamo già pagati negli scorsi esercizi finanziari e in modo profondamente incisivo». Tra i numeri della manifestazione spiccano i
1400 espositori, cifra ormai consolidata, così come i
300 mila visitatori delle passate edizioni, e soprattutto, ha sottolineato Picchioni, le
53 nuove firme. Come previsto l'inaugurazione si è svolta senza tensioni, malgrado le avvisaglie di contestazione dei mesi scorsi per la decisione di invitare come
paese ospite l'Egitto. Ma oggi Picchioni, presidente della
Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, è tornato sulla questione ricordando che «quanti lo scorso anno sono scesi in piazza per mettere il bavaglio a Israele sono gli stessi che oggi si scagliano contro l'Egitto. La Fiera non è il palco per la glorificazione di alcun regime». Il Direttore editoriale della Fiera,
Ernesto Ferrero, ha invece evidenziato con un'immagine efficace che al Lingotto «c'è un microclima favorevole ai miracoli», riferendosi da una parte alla Fiat, che a pochi passi dalla Fiera ha la sua sede, che si trova a dare lezioni di tecnica motoristica e di management agli Usa, e dall'altra al miracolo di un evento, come la Fiera del Libro, che raccoglie 300 mila visitatori l'anno. Infine Picchioni ha annunciato che nei giorni scorsi è stata raggiunta un'ipotesi di accordo con la società Gl Events proprietaria del Lingotto Fiere per l'organizzazione delle prossime edizioni, che innanzitutto semplificherà il rapporto tra proprietario, gestione commerciale e Fondazione ma che punterà anche a rendere più funzionale il quartiere fieristico. (asca)
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