Obama batte le Winx e Goku: il mondo come lo vedono i bambini
Elena Donà
Obama ha
sbaragliato le Winx, e perfino Goku: se i bambini potessero affidare a
qualcuno le sorti del nostro paese, a tirarci fuori dai guai questa volta
toccherebbe a Barack, e tanti saluti alle fatine. Questi bambini hanno le idee
chiare. O quasi. Sì, perché tra animali imbalsamati (i lugubri tassi fissi) e Berlusconi presidente di tutto il presidiabile, il nostro mondo
visto dai bambini merita davvero un viaggio di studio. Passare un paio d’ore in
una classe elementare – anzi due: la seconda A della Freinet e la quinta A della Cavour,
entrambe sotto il III circolo didattico di Rivoli
– è come saltare nella tana del bianconiglio. Ci sono gli oggetti che usiamo
tutti i giorni, solo che servono ad altro. I volti che affollano i tg, i
politici, i presidenti; e anche loro servono ad altro. La nostra realtà vista
dai bambini ricorda vagamente un delirio da peperonata; le quote rosa sono
mutande e i minorenni non votano perché non possono andare in carcere (questa è
geniale). Bisognerebbe intervistarli più spesso: perché capovolgono le
prospettive e regalano una risata, due modi per mantenersi saldi quando il
mondo impazzisce. Un’ultima cosa, però: i bambini deformano la realtà, ma sono
pur sempre specchi. E allora facciamo attenzione, tutti quanti, quando una
bambina dice che «le donne dicono cose un po’ meno importanti degli uomini».
II A, Freinet
Chi di voi sa spiegare perché c’è la crisi economica?
«Perché tutti non sanno cosa fare.
Tutte le robe sono in giro, non si sa dove andare e ci sono tutti gli scatoloni
fuori dal lavoro e niente negli scaffali». «Certe volte succede che le aziende
licenziano tantissimi dei loro uomini per guadagnare di più, per risparmiare e
bon».
Che lavoro fa il banchiere?
«Conserva i soldi di una
persona che non li deve spendere».
Secondo voi la banca è un posto sicuro dove tenere i
soldi o no?
«La banca non è sicura perché
i ladri mettono dei microchip e poi vedono il codice e lo copiano». «Certe volte
i ladri mettono anche delle piccole bombe…». «Io i soldi li metterei in un
posto segreto…». «Secondo me, metti un fucile, e quando il ladro entra quello
spara». «Io farei costruire dei libri finti, così nessuno capisce che ci sono
dentro i soldi».
Cos’è la bancarotta?
«E’ quando il ladro vuole i
soldi e spacca il vetro della banca per entrare». «Quando in banca la
cassaforte non si apre più». «E’ una banca tagliata a metà».
E chi è che taglia a metà una banca, scusa?
«Un ladro
con una spada super tagliente». È
serissimo. Che domande.
Qualcuno sa cos’è la cassa integrazione?
«Quando un signore di lavoro
ha bisogno di soldi e allora dice al suo capo se glieli può dare».
Che cosa fa chi gioca in borsa?
«Ruba le monete».
Ma come ve la immaginate voi, la Borsa?
«E’ un gratta e vinci». «E’
un posto dove tu hai delle carte e se le tiri prendi tutti i soldi». «E’ il
bingo!».
Mai sentito parlare di Wall Street?
«E’ quello di Star Wars». Nessuna esitazione: questi giornalisti sono
veramente ottusi.
Cos’è il bancomat?
«E’ una tessera con il
codice. Quando vai a fare la spesa e ti servono 100 euro e non ce li hai, te li
dà la tessera». «E’ una macchina che quando in posta c’è tanta coda, tu vai lì,
metti un codice e ti prendi tutti i soldi che vuoi».
E il tasso fisso?
Momento di panico. «Un animale…». «Un tasso che non si muove». «Un tasso imbalsamato».
Sapreste spiegare cos’è un mutuo?
«E’ quando uno dice all’altro
devi pagarmi e l’altro deve farlo». «Il mutuo dell’acqua, della luce, della
stufa…». «E’ quando tu sei ammalato e devi stare a casa».
Chi è il capo del governo?
«Obama!». «Berlusconi!».
«Obama!». «Obama!». «Obama!». «Franceschini!». «Obama è il presidente,
Berlusconi il capo del governo».
E che differenza c’è?
«Eh…che Berlusconi è un po’
così…». «Il colore?».
All’opposizione chi c’è?
«Obama!».
Mmm. Cosa vuol dire essere all’opposizione, lo sapete?
«Che non passi più». In un certo senso… segue breve spiegazione.
«Berlusconi». Non ancora. «Obama?». «Disastri?». Ma chi diavolo è?
Chiariamo un attimo le idee. Berlusconi ce l’abbiamo
già al governo. Obama, temo sia momentaneamente impegnato negli Usa. Noi siamo
in Italia. Non vi viene in mente nessuno?
«Casini?». «Ah, già, quello
volevo dire io: non Disastri, Casini!» svelato
l’arcano.
Disastri sarebbe Casini?
«Eh, scusa, mi confondo. Sono
la stessa cosa».
Torniamo al presidente. E’ quasi pelato, un po’ anziano…
«George Washington!».
Non così anziano.
«Napolitano». Alleluia!
Quanti partiti conoscete?
«Popolo della Libertà e PDL».
Bipartitismo perfetto.
Cerchiamo di capirci qualcosa. Cosa vuol dire PDL? P
come…
«Papa!» Aiuto.Segue tempestivo chiarimento
con tanto di lavagna e gessetti. PDL da una parte e PD dall’altra, bambini un
po’ perplessi.
Quali altri partiti conoscete?
«I partiti di mezzo». «Il
partito della sinistra».
E chi c’è nel partito della sinistra?
«Franceschini?».
«Berlusconi?». Anche qui.
Prima il vostro compagno ha nominato Casini,
ribattezzato Disastri dal vostro compagno Lorenzo. In che partito sta?
«A destra». «A sinistra». «Di
lato?». «Nel partito dell’America?».
Voi chi mettereste come capo del governo?
«Obama!». «Franceschini!». «Lincoln!».
«Jovanotti!». «Goku!» di Dragon Ball, per
gli sprovveduti. «Veltroni!». «George Clooney, quello che piace alla mia
mamma». «Dart Fener!». «Bloom delle Winx». «Hello Kitty». «Silvester Stallone».
«Wall-E». «la Carfagna!».
La Carfagna, dice la vostra compagna. Avrete notato
che ci sono più politici uomini che donne. Secondo voi perché? Quali conoscete?
«Irene Cavallo, vuole
diventare presidente di Rivoli». Che poi
è Maria Grazia Cavallo, candidata del PD, ma non risulta voglia fare un colpo
di stato e creare una Repubblica autonoma rivolese.
Secondo voi perché le donne in parlamento sono una
minoranza?
«Perché non sanno niente».
«Perché le femmine non vanno sulla moto da cross». «Perché non fanno disastri».
«Perché non valgono niente».
Non valgono niente?! Questa è una domanda seria:
quanti di voi pensano che le donne siano altrettanto capaci di fare politica
degli uomini?
Deserto dei Tartari. Si alza qualche braccino sparuto,
a mo’ di cactus.
Tutti quelli che non hanno alzato la mano: perché secondo
voi?
«Perché si annoiano e dicono
delle cose un po’ meno importanti di quelle che dicono gli uomini» E’ una bambina che parla. «Perché le
donne non sono capaci di fare queste cose, quindi dicono poche cose». Anche questa. «E’ un lavoro da maschi».
«Le femmine non hanno fantasia». E non lo
legnano neanche?
Un presidente della Repubblica, può essere donna?
«No». Coro unanime. Qualche timido sì, forse si fanno coraggio a vicenda, e
alla fine ribaltano il risultato. « Forse possono. Una che abita sopra casa
di mia mamma vuole fare la presidente». «Ma sì che possono!». Ai recidivi chiediamo ancora perché una donna non possa diventare
presidente. Questa è la risposta più bella: «Perché quando le donne
corrono, i capelli vanno tutti davanti alla faccia».
Ma allora quali sono secondo voi i lavori che dovrebbe
fare una donna?
«Lavare». «Stirare». «Fare le
pulizie». «Cuocere». Brividi lungo la
schiena. «Fare la casalinga» dice un
bambino.
Ma perché una donna dovrebbe fare la casalinga e tu
no?
Silenzio. Interviene una bambina: «Perché i maschi non sanno pulire». Un’altra si arrabbia: «E allora perché
il mio papà lava?». «Il mio certe volte stira». «Mio papà a volte stende
perfino». «Io una volta ho cucinato un wusterl!» è un bambino. «Tutti e due devono fare i lavori». «Li fa mia mamma
che è quasi sempre a casa, perché deve prendersi cura di mia sorella».
Ma secondo voi non potrebbe capitare il contrario? Che
fosse la mamma a lavorare e il papà a occuparsi dei figli?
«No perché il papà lo
licenziano».
E le donne no?
«Sì… Però il papà più
facilmente». «Ma le donne quando aspettano un bambino non possono lavorare
perché non stanno tanto bene».
No, ma certo, nessuno sta chiedendo loro di partorire
in ufficio, il punto è capire se per voi è scontato che sia la mamma a dover
restare a casa con i figli?
«Potrebbero fare un giorno a
testa».
Va bene, torniamo alla politica. Qualcuno di voi sa
cosa sono le quote rosa?
«Mutande?»
Quali simboli di partito conoscete?
«Il Popolo delle Libertà ha
l’arcobaleno!». Bertinotti starà facendo
fiamme verdi dal naso e zolfatare dalle orecchie.
Cosa pensate quando vedete i politici in tv?
«Che hanno le orecchie a
sventola e la faccia brutta». «Io non spero che non vadano tutti in guerra» Eh?! «Spero che non vadano, voglio
dire». Il bambino è un po’ contorto. «Dicono solo baggianate». «Io
mi fido solo di Obama».
E se al governo ci foste voi quale sarebbe la vostra
prima mossa?
«Finirei la crisi». «Farei
comprare una casa a tutti e darei i soldi alla gente». «Io andrei in bagno».
«Direi che ci devono essere due maestri e non solo uno». «Farei venire Obama
qua in Italia». «Io andrei in America a distruggere Obama». Questo bambino non è un pazzo, è solo che
alla settantesima volta che Obama viene nominato certe cose passano per la testa
di chiunque…
Secondo voi è giusto che i minorenni non votino?
«Sì, non andiamo mica in
carcere noi». Ma cosa gli hanno fatto?!
Ultima domanda. Cos’è il parlamento?
«Dove si parla». «E’ il posto
dove i politici ascoltano quello che devono dire e poi lo fanno». «La casa
Bianca?». «La casa Blu?» Entra in azione
il maestro Massimo, che chiede al fantasioso sostenitore se in Italia abbiamo
una Casa Blu. «Sì. A Cascinevica. I Tetti Blu!».
Ma nessuno l’ha mai visto al TG? Com’è fatto?
«Io l’ho visto: il parlamento
ha tante sedie, sopra c’è un simbolo, c’è scritto PDDL». Popolo Democratico Delle Libertà?
V A, Cavour
I bambini di quinta della
crisi economica sanno quasi tutto, tirano in ballo perfino il dow jones. Lo sussurrano un po’ come
fosse una parolaccia, a dire il vero, ma non si riesce a coglierli in fallo. Si
annoiano a parlare di politica, e qualcuno di loro ammette realisticamente che
se si svegliasse presidente del consiglio scapperebbe subito. Leggono,
soprattutto adorano Piccoli Brividi
e Geronimo Stilton, sono
informatissimi anche su internet: in molti usano abitualmente msn e facebook, ma con le proprie foto sono molto prudenti. Si sente che
alle spalle hanno genitori in gamba. Delle quote rosa sanno che non sono
mutande, ma probabilmente assegni per gli innamorati. La Gelmini non piace, perché un maestro può anche stare antipatico, e
se è unico, è la fine. Invece sul
tempo pieno qualcuno ammette che il vero problema è che avrebbe potuto pensarci
prima… non ora che loro hanno finito. C’è chi lo zittisce, però. Con loro
parliamo di costume e società.
Che idea vi siete fatti dei giornalisti?
«Sono un po’ scandalistici,
perché se tu dici qualcosa loro te lo mettono un po’ sulla cattiveria. Non
rispettano la realtà». ConosconoEnrico Mentana, Barbara Parodi ed Emilio Fede, «quello che dice sempre le
parolacce e canta fuori onda».
A nessuno piacerebbe fare il giornalista?
Una, forse due. Gli altri rispondono: «giudice». «calciatore». «veterinaria». «attrice».
«ballerina o insegnante di danza». «motociclista». «maestra». «dottore».
«poliziotto o cuoco». «sbirro». «avvocato». «ingegnere». «babysitter». «Nox». Nessuna velina!
Che musica ascoltate, in quinta elementare?
«Rock!». «Metallica ed
Evanescence». «Classica, ma anche rock». «Eros e Laura Pausini». «Mandy Moor».
«I Tokyo Hotel». Coro di fischi. Niente
da fare per i Tokyo Hotel, gli ridono dietro già a dieci anni.
Ai concerti ci andate?
«Sì!». «Io ho visto Vasco
Rossi». «Io Max Pezzali». «Una volta mi hanno portato a sentire i Nomadi» dice un bambino sopravvissuto. «Mia
madre mi ha costretto ad andare al concerto di Michele Zarrillo». Ma sono perfidi questi genitori!
Film preferiti?
«Rambo». Rambo?! «Hancock».
«Rocky». «Indiana
Jones». «Spirit». «Come d’incanto». «Fast
and Furious». «Step up». «I Pirati dei Caraibi». «Lo dici solo perché ti piace
Jack Sparrow!». Alias Johnny Depp.
Sottoscriviamo in pieno.
E i cartoni della Disney vi piacciono?
Ovazione generale. «Il mio preferito è Nemo». «A me piace Stitch». «Topolino». «Wall-E».
«Paperino»!
Sospiri di sollievo. «Sono brutte e noiose». «Vincono sempre, come in Tom&Jerry,
che vince sempre Jerry». Povero topo, è
stato annoverato fra le principesse.
Parliamo di stile. Sapete chi sono gli emo?
La maestra Maria non li ha mai sentiti, e i bambini si
fanno in quattro per aiutarla a capire.
«Gli emo sono quelli che si tagliano
le vene». Ma non è vero! «E’ che non
ci vedono perché hanno la frangia». «Mia sorella vuole diventare emo, perché
dice che hanno stile». «Secondo me sono scemi. Lo dice anche il nome». «Si
vestono di rosso e nero, quindi fa schifo». «A me piacciono, un po’». «Io
conosco uno che è diventato emo».
E i tamarri chi sono?
«Quelli che vanno in giro con
la macchina modificata e la musica a palla». «Quelli con le mutande di fuori».
«Quelli che vanno veloci sulle dunette».
Quali altri stili conoscete?
«Ci sono i cabinotti, i punk,
gli squatter…». «Un cabinotto è uno con la collana a pallini e che si veste
tutto firmato». «Mio fratello voleva diventare cabinotto ma non ci è riuscito».
«I dark sono quelli tutti vestiti di nero… no, non sono proprio emo, ma più o
meno…». «I punk hanno la cresta, il cane e le maglie viola e le borchie».
Voi cosa pensate quando vedete questi ragazzi? Vi
piacciono, vi incuriosiscono?
«Certi sono belli!». «Ma non
si vergognano?!».
Scusa, perché dovrebbero vergognarsi secondo te?
«Perché sono diversi… i
capelli... Non lo so, secondo me lo fanno solo per farsi vedere, per essere
diversi…».
E voi come siete?
«Normali!». Qualcuno avanza pretese di cabinotteria, ma
viene zittito.
Torniamo un attimo ai poveri Tokyo Hotel. Cos’hanno
che non vi piace? «Si truccano strano». «Ce n’è
anche uno gay». «Ma cosa c’entra?!».
Appunto. E allora?
«No, niente». «Magari si
chiama Luca!». Si riferisce ovviamente al
tormentone di Povia, che dopo aver indagato la vita dei piccioni si è
recentemente occupato di omosessuali.
La canzone di Povia ha fatto arrabbiare un mucchio di
gente. Voi cosa ne pensate?
«A me non piace perché li
schernisce». «E’ un racconto della vita. C’è una madre che non vuole che il
figlio si sposi perché lei si è separata e ha paura che succeda la stessa cosa
al figlio». «Non è una malattia!». Su
questo sono tutti d’accordo. «E’ una scelta di vita». «E’ natura». «Uno può
anche essere lesbico!».
Un lesbico?
«Sì, se un maschio è lesbico, gli piacciono le
femmine». Mandate a casa la Carfagna.
Abbiamo trovato il nuovo ministro delle pari opportunità!