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HINTERLAND - 20/03/2009 ore 17:47:00pagina delle ricette

Insalata di tarassaco, valeriana e uova di quaglia

Insalata tipica della tradizione piemontese quella che vi presento oggi… girasoli e valeriana..
La trovate in tutti banchi nei mercati, e per chi ha la fortuna di vivere in campagna raccoglierlo direttamente nei campi: è una delle “primizie” che preferisco!!

DOSI PER DUE PERSONE
Girasoli (tarassaco) grammi 100
Valeriana grammi 50
Uova di quaglia sode 4
Gherigli di noci 6
Sale
Olio extravergine di oliva ligure 2 cucchiai
Aceto di mele qualche goccia

Lavate molto bene i girasoli e la valeriana in acqua corrente.. nel frattempo fate cuocere le uova, e una volta sgusciate tagliatele a spicchi..
Mettete l’insalata in un ciotola capiente, aggiungete le uova, le noci, un pizzico di sale , l’olio e qualche goccia di aceto di mele.




Spigolature, aneddoti, curiosità


In realtà il girasole non è altro che la pianta del Tarassaco
(taraxacum officinale)…

“II tarassaco è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini. I frutti sono dotati di una corona di peli (pappo), inserita su un lungo peduncolo, che poi diffonde i frutti con il vento come un paracadute.
Come droga si impiega la radice contusa insieme con la pianta, Radix Taraxaci cum Herba.
La radice è una tipica radice a fittone, che penetra profondamente nel terreno. Ogni giardiniere che tenti di estirparla deve ricorrere alla vanga o meglio ancora a un estirpatore di radici, altrimenti la parte inferiore della radice del tarassaco rimane nel terreno e riemette un nuovo germoglio.

Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili (valeriana) da tempi immemorabili. Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa si basasse il loro effetto e perciò si consideravano ormai obsolete. Poi, però, con l’introduzione della ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare vitamina C, e si è quindi ritenuta più fondata la loro azione terapeutica. Ultimamente poi si è scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte degli effetti positivi.Nel tarassaco si sono trovate, accanto alle già note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze ad azione enzimatica che stimolano l’attività delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni. Ma la loro azione va ancora oltre: esse devono essere considerate capaci di stimolare il metabolismo cellulare complessivo. Questo naturalmente è osservabile con particolare intensità nelle grandi ghiandole corporee, tuttavia questo effetto è presente anche in altri distretti dell’organismo. Così, come favorisce la secrezione renale, quindi agisce come diuretico, il tarassaco incrementa anche la secrezione epatica, quindi agisce come colagogo. E così confermata l’esperienza del passato, che considerava il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari….”




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