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PORDENONE - 07/08/2017MOSTRE/EVENTI

Il Mito della Pop Art in una mostra di selezionate opere

La Pop Art non è stato solo un fenomeno sviluppatosi oltre oceano risultando una delle correnti artistiche più originali e innovative della seconda metà del Novecento, tutto questo viene dimostrato dalla curatrice Silvia Pegoraro nella mostra: IL MITO DEL POP. Percorsi Italiani” in programma fino all’8 ottobre 2017, nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato. L’esposizione è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, in collaborazione con l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia, con il contributo di Fondazione Friuli, il sostegno di Credit Agricole Friulandria e Itas Mutua. E un viaggio attraverso gli anni Sessanta, epoca ricca di energia produttiva e di creatività, che la curatrice del progetto espositivo Silvia Pegoraro, con la scelta di settanta opere (di oltre venti artisti) alcune delle quali mai esposte e pubblicate fino ad ora, in quanto erano collocate in prestigiose collezioni private, in questa occasione si vuole dimostrare che non era vero, quanto la critica in quegli anni andava affermando che gli artisti italiani non avevano fatto altro che “copiare” dagli artisti americani, anche se alcuni di loro erano stati in America prima del ’64, quando la Pop Art americana approdò per la prima volta in Italia nel 1964 alla Biennale di Venezia. Lo sviluppo della Pop Art in Italia si sviluppa in due centri uno a Roma, l’altro a Milano. L’incontro di Roma diventa un luogo di incontri, dibattiti a livello internazionale, di qui passano molti artisti europei e americani: si parla, si discute si scambiano idee e soprattutto si creano opere d’arte. Le gallerie di riferimento sono “La Tartaruga” di Plinio De Martiis e “La Salita” di Gian Tommaso Liverani, questi luoghi sono frequentati, e vengono esposti lavori eseguiti da artisti che fanno tendenza: da Mimmo Rotella, a Franco Angeli, da Tano Festa, a Mario Schifano.Oltre a questi nominati precedentemente si aggiungono anche Cesare Tacchi, Sergio Lombardo, Renato Mambor, il pordenonese Ettore Innocente e Mario Ceroli con le sue famose sculture in legno grezzo riproducenti immagini e oggetti della quotidianità.

L’altro centro propulsivo della Pop Art Italiana è Milano nello Studio Marconi, dove nel 1965 in una mostra espongono lavori di Schifano, Valerio Adami, Emilio Tadini e Lucio Del Pezzo. Gli artisti che gravitano attorno a questa galleria guardano più all’Europa che all’America: dalle soluzioni genialmente di Kitsch e di Enrico Baj, influenzate dal dadaismo e dal surrealismo. Il Sindaco Alessandro Ciriani, e L’Assessore alla Cultura Piero Tropeano del Comune di Pordenone scrivono nel saluto istituzionale del catalogo: ”Un importante contributo culturale che il Comune di Pordenone intende offrire ai suoi cittadini attraverso la rilettura di un movimento artistico italiano di grande importanza storica. La mostra è anche l’occasione per ricordare e celebrare, nel Trentennale della scomparsa di Ettore Innocente, noto come uno dei più interessanti e originali artisti della Pop Art di ambito romano, ma proveniente dal territorio pordenonese, con il quale ha sempre mantenuto legami profondi, e coltivati con assiduità”. Nel saggio di Silvia Pegoraro (dell’esauriente pubblicazione Poligrafiche San Marco con testi italiano e inglese e la riproduzione di tutte le opere presenti in mostra), riporta l’intervista che il giornalista Alfredo Barberis fece nel 1964 a Pier Paolo Pasolini per il quotidiano ”Il Giorno”, in occasione del trionfo della Pop Art alla Biennale di Venezia:”[la Pop Art] Mi interessa moltissimo perché l’ho inserita nel problema linguistico, che m’è nato da lunghe meditazioni sul discorso libero indiretto. Nella pop – art l’elemento pop, cioè popolare, è una specie di discorso libero indiretto figurativo,….”. Un movimento che ha messo in stretto rapporto arte e comunicazione di massa, e per questo è stato e lo sarà ancora in futuro in grado di suscitare interesse su un folto pubblico.

Gianfranco Piovano

Smalto su tela eseguito nel 1964 da Sergio Lombardo “Kennedy”. Collezione privata.


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