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SENIGALLIA - 26/06/2017MOSTRE/EVENTI

Il movimento Futurista marchigiano in una mostra a Palazzo del Duca

Cinquanta e più opere: tra dipinti, disegni, bozzetti, studi per abiti, prove grafiche e pezzi di arredo sono esposti fino al 2 luglio 2017al Palazzo Duca di Senigallia in una mostra: ”VENTI FUTURISTI” curata da Stefano Papetti, direttore dei Musei Civici di Ascoli Piceno e docente di Museologia presso l’Università di Camerino. Il progetto espositivo è posto sotto l’alto patronato del Mibact, con la partecipazione del Comune di Senigallia, ed è promosso dalla Fondazione Cassa Risparmio di Jesi, Alfio Bassotti (Presidente Fondazione), scrive nel saluto istituzionale riportato nel catalogo edito da Silvana Editoriale: ”La Fondazione è attenta alle iniziative culturali di alto profilo espresse dalla dinamicità del territorio di propria competenza, ove possibile, ne favorisce la realizzazione”. La mostra pone l’attenzione sugli sviluppi del Futurismo avvenuto nelle Marche a partire dal 1922 quando a Macerata presso il Convitto Nazionale, il giovane pittore Ivo Pannaggi organizzò una mostra di opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Fortunato Depero, guadagnandosi la stima di Marinetti (L’ideatore e firmatario del manifesto che nel 1909 diede vita al movimento, e vi parteciparono tutti gli artisti citati precedentemente, compreso Gino Severini), che fu protagonista di varie serate futuriste allestite nei maggiori teatri delle Marche. La rassegna evidenzia la complessità del movimento futurista e la sua volontà di rinnovare ogni aspetto della vita quotidiana.













La mostra si apre con i capolavori dei firmatari del primo manifesto del Futurismo, come il dipinto di Giacomo Balla intitolato “Linee -forza di mare” (è stato scelto come immagine guida perché gli inserti variegati di celeste e di bianco rappresentano come in una tarsia il dinamismo del mare, e rievocano la vocazione turistica di Senigallia, dove sin dal 1928 venne istituita la prima azienda di soggiorno d’Italia), con l’autoritratto di Umberto Boccioni, posti in un dialogo costante e serrato accanto alle varie manifestazioni della creatività futurista. A cominciare dai disegni per tessuti e arredi di Giacomo Balla, provenienti dalla casa museo di Roma, come il suo taccuino con disegni di cravatte variopinte e sgargianti, arrivando a prove tipografiche ed altre espressioni legate alle arti applicate, modelli di abiti e capi reali, complementi di arredo tessile per la casa, ma anche disegni caricature, il genere di cui Ivo Pannaggi è considerato l’inventore. Un'altra sezione della mostra è dedicata all’aeropittura, declinazione pittorica del futurismo, in cui il mito della macchina e della modernità raggiunse il suo apice, ponendo come oggetto centrale delle composizioni la velocità dell’aeroplano, nelle visioni aeree degli artisti marchigiani Tullio Crali, Gerardo Dottori e Sante Monachesi. Un posto speciale è riservato alla creatività femminile che, soprattutto nelle Marche e in Umbria riuscì a ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto soprattutto nelle arti applicate come testimonia lo splendido arazzo esposto disegnato da Leandra Angelucci Cominazzini.

Gianfranco Piovano



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