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TORINO - 15/06/2017ATTUALITA'

Segnali di ripresa nell’economia torinese

Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Torino e relativi al 2016, infatti, le famiglie del capoluogo sono tornate a spendere, sia pur con moderazione. L’indagine sulle spese delle famiglie torinesi e di alcuni comuni limitrofi è stata condotta su un campione di 230 famiglie, grazie anche al supporto scientifico del professor Luigi Bollani, docente di statistica sociale all’Università di Torino. I dati certificano un aumento del carrello della spesa pari al 3,7% rispetto al 2015, con una media di 2455 euro mensili a nucleo familiare. Analizzando i dati più in profondità, si registra una crescita della spesa alimentare (+1,9% pari a una media 379 euro mensili). In particolare, molti torinesi hanno un occhio più attento per la qualità e l’etica collegate al cibo: il 76% delle famiglie interessate dal sondaggio acquista prodotti biologici e il 44% quelli del commercio equo e solidale. Aumentano anche le uscite delle famiglie per il settore non alimentare (+4,1% pari a 2076 euro mensili) che comprendono però una serie di voci riguardanti ad esempio l’abitazione (che rappresenta il 54,6% delle spese non alimentari), i trasporti, le spese ricreative, sanitarie, l’abbigliamento e l’istruzione. Tra queste, si segnala una flessione per le spese voluttuarie quali ad esempio quelle per ricreazione e spettacoli (-3,9%) e l’abbigliamento (-3,6%). Altro dato da considerare è l’emergere di nuovi beni che cambia radicalmente la tipologia dei consumi. Sotto questo punto di vista sono di grande aiuto le analisi storiche. Vent’anni fa, ad esempio, solo il 15% delle famiglie possedeva un cellulare (contro il 50% di oggi) e solo un nucleo familiare su tre aveva in casa una lavastoviglie, presente oggi nella metà delle abitazioni. Sempre rispetto a due decenni fa, si scopre che se nel 1996 il 73,6% delle famiglie riusciva a risparmiare parte del reddito mensile, oggi questa percentuale si abbassa al 47,4%. Da ultimo, una curiosità: essere single costa di più. In media, infatti, vivere con un’altra persona fa risparmiare il 22% a testa.

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Luca Moccia


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