venerdì 20 ott 2017
ultimo aggiornamento ore 14.24
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
SPORT
pagina BiancoNera
HANNO DETTO...
L'INTERVENTO DI...
tsunami
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
FIRENZE - 15/06/2017pagina dei libri

L’Immagine dei giardini e delle ville medicee fiorentine in un libro


Le lunette raffiguranti le dimore dei Medici in Toscana attribuite al pittore fiammingo Giusto Utens, e dal 2014 conservate nel Museo fiorentino di Villa La Petraia, sono state raccolte in uno splendo volume riccamente illustrato edito da Edizioni Polistampa: “L’IMMAGINE DEI GIARDINI E DELLE VILLE MEDICEE” (pp.168, € 30.00). La pubblicazione viene curata dalle storiche Cristina Acidini già Soprintendente al Polo Museale Fiorentino e Alessandra Griffo delle Gallerie degli Uffizi e già direttrice della Villa Medicea della Pietraia e del Giardino di Boboli. Il volume da corpo a queste esperienze toccando aspetti finora rimasti sempre ai margini della storiografia artistica, riguardanti la loro genesi storica, le perdite e le vicissitudini subite a partire dagli anni Settanta del Settecento, spingendosi fino alla restituzione del contesto storico entro cui si è mossa la figura di Giusto Utens.


Chi volesse oggi riscoprirle ed avvicinarsi a quel mondo straordinario per coglierne la sua complessa articolazione, non può che volgersi a quella preziosa testimonianza figurativa rappresentata dal ciclo delle lunette eseguite tra il 1599 e il 1604 dal pittore fiammingo Giusto Utens su commissione di “Sua Altezza Serenissima” Ferdinando I de’ Medici, ed inserite con le residenze storiche, patrimonio mondiale Unesco. Scrive nel saggio del libro Filippo Camerota:”Le vedute di Utens appartengono a un genere molto diffuso soprattutto in ambito cartografico; sono vedute ‘a volo d’uccello, tecnicamente definite come coreografie, ossia rappresentazioni prospettiche o pseudo prospettiche di un dato ambito territoriale che per tradizione poteva essere esteso come una regione, oppure circoscritto come una città o un complesso monumentale”.


Le lunette costituiscono una preziosa testimonianza figurativa su diversi aspetti quali il paesaggio agrario, l’architettura, l’arte dei giardini, le scienze e gli svaghi. Per abbellire la grande sala di villa di Artimino vennero commissionate 17 tele tre si queste andarono disperse alla fine del Settecento. Delle quattordici ritrovate raffiguranti Palazzo Pitti, Petraia, Castello, Caffagiolo, Trebbio, Poggio a Caiano, Pratolino, Ambrogiana, Marignolle, Seravezza, Lappeggi, La Magia, Montevettolini e Colle Salvetti, dopo un delicato intervento di restauro eseguito da Rossella Lari e la direzione di Alessandra Griffo sono state esposte all’ammirazione del pubblico e nell’occasione esposte alla visitatore. Il libro si pone a conclusione di un percorso non privo di ostacoli, che ha preso il via dal recupero delle lunette, da sempre parte delle collezioni statali delle antiche Gallerie fiorentine, dal museo topografico, Firenze com’era. Il volume riporta poi un antologia curata da Alessandra Griffo e Veronica Vestri, dove vengono riportate in ordine cronologico notizie di archivio già note, ma altrettanti documenti inediti offrendo agli studiosi e agli appassionati uno stimolo per nuove ricerche e approfondimenti.

                                                                          Gianfranco Piovano





Versione per stampa

Articoli correlati

REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab