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TORINO - 12/06/2017pagina dei libri

I Manoscritti di Antonio Vivaldi in mostra alla Biblioteca Nazionale Universitaria


Prosegue fino al 15 luglio alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (ingresso libero) la visione dei 27 manoscritti torinesi di Antonio Vivaldi. La mostra ”L’APPRODO INASPETTATO”, curata da Annarita Colturato e Franca Porticelli, e articolata in due percorsi differenti e complementari. Quello esterno offre al visitatore la possibilità di vedere da vicino le 450 composizioni raccolte in ventisette volumi per oltre 15 mila pagine i codici di Antonio Vivaldi, conservati nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino 


la quale possiede oltre il 90 per cento degli spartiti autografati dal compositore.

il

Si offre cosi al pubblico la rara opportunità di ammirare tutti i manoscritti torinesi di Vivaldi, per scoprire (o riscoprire) un grande compositore, raccontare come il suo archivio musicale sia giunto fino a noi, conoscere da vicino gli uomini cui dobbiamo questo straordinario patrimonio. La rassegna è stata organizzata nell’ambito del festival Antonio Vivaldi, promossa dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in collaborazione con l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, gli Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino (ABNUT) e con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Le curatrici della mostra Annarita Colturato e Franca Porticelli scrivono nel catalogo che accompagna l’iniziativa:” Quando si pensa ad Antonio Vivaldi, si pensa a Venezia , alle vedute del Canaletto, sulle figure e agli interni di Pietro Longhi, alle putte dell’Ospedale della Pietà, virtuose di canto e di ogni sorta di strumento musicale. Una serie di vicissitudini iniziate all’indomani della morte del compositore e portati a termine quasi due secoli dopo ha fatto giungere a Torino la maggior parte dei manoscritti autografati dal musicista”. I rapporti di Antonio Vivaldi con Torino furono quasi inesistenti. Pochissime le testimonianze: una lettera del musicista Giuseppe Carlo Pesci e Giacomo Antonio Perti, maestro di cappella della Basilica di San Petronio a Bologna attestano che il giovane musicista soggiornò nel 1701 probabilmente motivato dalla volontà di rifinire la propria tecnica con il violinista Lorenzo Francesco Somis, padre del più famoso Giovanni Battista. Un'altra testimonianza presente in mostra è la lettera che lo stesso Vivaldi scrisse nel 1724 al conte Carlo Giacinto Roero di Guarene nella quale chiedeva al nobiluomo piemontese di trovare nella città sabauda sei sottoscrittori per una “muta di 24 concerti novissimi e mai più veduti al mondo”che intendeva dare alle stampe.

Ingresso libero, orari per la visita dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00; sabato ore 10.00-13.00, la prima domenica del mese 15.00-19.00 Tel. 011 810.11.13

                                                                          Gianfranco Piovano





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