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SIENA - 07/06/2017MOSTRE/EVENTI

La Pittura del Cinquecento senese in tre importanti realtà espositive

Ancora fino al 30 giugno per visitare la mostra: “IL BUON SECOLO DELLA PITTURA SENESE” realizzata in tre realtà e sedi diverse: Montepulciano, San Quirico d’Orcia, Pienza, oltre allo studio costituisce anche al tempo stesso lo strumento per rivelare, illustrare e dare valore al patrimonio artistico e all’identità culturale di una terra. Il progetto espositivo nasce da un idea della Fondazione Musei Senesi, i Comuni di Montepulciano, Pienza e San Quirico d’Orcia, in collaborazione con Vernice Progetti Culturali, con il Polo Museale Toscano e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, con l’Arcidiocesi di Siena Colle Val d’Elsa e Montalcino e la Diocesi di Montepulciano, Chiusi Pienza con l’Università degli Studi di Siena, Dipartimento Scienze Storiche e dei Beni Culturali, con il patrocinio della Regione Toscana, delle Province di Siena e dei Comuni di Asiano, Buoncovento, Castiglione d’Orcia, Montalcino, Sarteano, Siena, Sinalunga, Torrita di Siena, Terequanda e il prestigioso riconoscimento di Icom Italia. Sponsor Big Ciaccio Arte Assicurazioni, Centro Commerciale Naturale”Città di Pienza”, Volpi Fine Art Trasporti, Sponsor Fondazione Musei Senesi, Banca Monte dei Paschi di Siena. Le ottanta opere presenti provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, chiese e istituti religiosi. La strepitosa rassegna nasce da una storia di ricerca eseguita da Andrea Giorgi riportata nel catalogo della mostra edito dalla Pacini Editore (pp.334 ill. ni colori e b/n), con saggi di autorevoli studiosi dell’arte senese. Dopo gli interventi istituzionali il volume inizia citando l’articolo 9 della nostra Costituzione Italiana andata in vigore nel 1948 e dove recita: ”La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Perché iniziare la pubblicazione e riportare l’articolo 9 della Costituzione Italiana? Scrive Roberto Longi nel suo intervento: ” Perché credo sia salutare ricordarlo in un paese che tende ad avere, frequentemente,” poca memoria” e perché serva da civico monito alle nuove generazioni che – andando subito al peggio nella scala delle previsioni poco felici in materia-non debbano ritrovarsi di fronte a immagini simili a quelle viste nel marzo del 2016 quando uno dei siti archeologici del mediterraneo di età romana imperiale più importanti del mondo -e che quindi ha anche molto a che fare con la “nostra”-, Palmira, è stato irrimediabilmente devastato con cariche di dinamite poste dall’uomo, l’uomo che distruggendo la propria storia, distrugge se stesso…..”.

La mostra inizia dal Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano i curatori: Alessandro Angelini, Roberto Longi, grazie alla scoperta di una immagine che il giovane Domenico Beccafumi vi dipinse nel 1507 l'immagine della Beata Agnese Segni conservata nel Museo Civico. All’effige della domenicana poliziana vengono accostate una serie di opere che ricostruiscono gli esordi beccafumiani nella Siena artistica dei primi decenni del secolo, quando la fama del Pinturicchio fu oscurata dalle novità di Leonardo e Raffaello.

La monumentale Madonna col Bambino e i santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio, eseguita presubilmente verso la metà del Cinquecento, e conservata nell’oratorio della Misericordia a San Quirico d’Orcia permettono ai curatori Gabriele Fattorini, Laura Martini, di allestire a Palazzo Chigi Zondadari una mostra mettendo assieme pale d’altare, dipinti per devozione privata e di soggetti mitologici. Nelle sale di quest’ultimo sono riportate le vicende della pittura senese nei decenni che andarono dal Sacco di Roma accaduto nel 1527 fino alla fine della Repubblica (1559). Infine Pienza città ideale di Pio II, nella chiesa di San Carlo Borromeo in presenza di una pala d’altare di Francesco Rustici detto il Rustichino raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista permettono, i curatori Marco Ciampolini, Roggero Roggeri, di allestire attorno a quest’opera una interessante esposizione riguardante principalmente l’attività di questo abile pittore, poco noto al grande pubblico, da considerarsi uno dei maggiori esponenti del naturalismo a Siena. L’artista è ben documentato, attraverso numerosi capolavori, riuniti assieme per la prima volta, in un percorso che si dipana negli attigui locali di un antico convento, ormai predisposti a sede espositiva. Tutte e tre le sezioni, invitano il visitatore alla scoperta di altre opere custodite in pievi, monasteri, conventi, musei, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Valle d‘Orcia, ripercorrendo così cronologicamente, quello che l’abate Luigi Lanzi, nella sua Storia pittorica dell’Italia, chiamava il “buon secolo della pittura senese”.

Gianfranco Piovano



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