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LA SPEZIA - 29/05/2017MOSTRE/EVENTI

Venti capolavori al Museo Amedeo Lia per elogiare la bellezza

Venti straordinari capolavori provenienti dai più importanti musei italiani ed europei per esaltare “L’ELOGIO ALLA BELLEZZA”, e rendere omaggio all’incontro avvenuto venti anni fa tra il collezionista Lia - il quale donava l’intera collezione di opere d’arte e alcuni straordinari reperti storici di rilevanza mondiale - all’Amministrazione comunale della Spezia, permettendo così di far nascere il Museo Civico Amedeo Lia. In questi venti anni sono stati molti i musei internazionali e italiani a rivolgersi al museo per ottenere in prestito opere di rilievo per esposizioni. La mostra fortemente voluta dal Comune della La Spezia è stata curata da Andrea Marmori e Francesca Giorgi, in collaborazione con la Fondazione Carispezia, il contributo di Credit Agricole Carispezia, il sostegno della Confindustria La Spezia. L’evento è accompagnato da un catalogo bilingue italiano- inglese edito da Silvana Editoriale. Questi stupendi capolavori, giunti dai musei italiani ed europei che in questi venti anni hanno un rapporto di scambio, saranno in mostra fino al 25 giugno 2017, e dialogheranno con le mille opere presenti al museo spezzino che vanno dall’epoca classica al tardo gotico, dal medioevo fino ad arrivare al XVIII secolo. I musei non hanno voluto mancare all’appuntamento sia per rendere omaggio a questa grande istituzione, sia per onorare un collezionista come Amedeo Lia, assistito da esperti da lui attentamente individuati, hanno fatto convenire nella sua collezione i migliori capolavori autentici che emergevano sul mercato del grande e grandissimo antiquariato dell’arte. Un elogio alla bellezza, documentata in particolare con opere di Beato Angelico, Dosso Dossi, El Greco, Bernini, capolavori perseguiti dal collezionista Lia, mai potuti possedere nella collezione, per l’occasione eccellenti pezzi saranno in esposizione temporanea per completare il percorso espositivo :”grazie alla liberalità dei direttori e conservatori- scrivono i curatori della mostra nell’intervento istituzionale del catalogo - che hanno scelto di partecipare a questo omaggio”.Il richiamo della mostra sarà proprio un particolare della tela eseguita nel 1529-30 da Dosso Dossi “Venere scopre la bellezza di Psiche” conosciuta come “Diana e Callisto”, conservata alla Galleria Borghese di Roma. “

“ La composizione dell’opera è dominata dal nudo femminile in primo piano, una fanciulla addormentata reclina su un drappo giallo, come unici attributi tre corone di alloro, uno sulla testa, le altre adagiate sul terreno di fronte a lei. Due donne le sono al fianco: una vecchia dalle vesti lacere le sostiene eternamente il capo, mentre con occhi timorosi guarda la terza figura che, in netto contrasto, è avvolta in vesti all’antica, verdi e porpora, con una acconciatura di ciocche bionde intrecciate con nastro blu. La fanciulla indica, verso il cielo, come a richiamare una potenza superiore certa e incrollabile, mentre con l’altra mano si accinge ad aprire un’altra urna bronzea posta sulle spalle. Lo scenario ampio e avvolgente svela un paesaggio arcaico ricco di acqua, boschi e pianure e, in lontananza, una città turrita illuminata da un cielo indeciso fra luce e oscurità”.

Un altro dipinto presente in mostra è la tela del “Cristo che abbraccia la croce” eseguita da El Greco tra il 1587 e il 1596 proveniente dal Museo Thyssen Bornemisza di Madrid. “La Croce” è un tema ricorrente nel repertorio del Greco. L’artista ha estrapolato questa immagine dalla trama narrativa della passione per convertirla in un tema devozionale. L’episodio riguarda un momento di riposo di Gesù durante la sua salita al Golgota, durante la quale ha mantenuto un dialogo con il Padre che si è concluso con l’accettazione del suo sacrificio che ha trovato nella croce il simbolo del trionfo. Un altro interessante esemplare del Museo Nazionale del Palazzo Venezia di Roma è il bronzo eseguito nel 1670 da Gian Lorenzo Bernini con il ritratto di papa Clemente X . La sezione dei dipinti degli artisti cosiddetti “primitivi” quelli del trecento e quattrocento, vi è una forte rappresentanza oltre settanta tavole sono presenti nelle sale del Museo, per l’evento, in mostra vi è un piccolo pezzo ( ma carico di emozione e contemplazione ) e lo scomparto di una predella eseguito dal Beato Angelico “Sposalizio della Vergine” proveniente dal Museo San Marco di Firenze.

Il percorso espositivo si compone di altri capolavori di Neri di Bicci, Borgognone, Vittore Carpaccio, Jacopo Bassano, Pontorno, Bramantino, Ludovico e Annibale Carracci, Giulio Cesare Procaccini, Carlo Francesco Nuvolone, Guercino, Matteo Civitali, Jean Baptiste-Simèon Chardin, Giovanni di Pietro Faloppi da Modena. Scrive nel saluto istituzionale Matteo Melley (Presidente della Fondazione Carispezia:“La mostra che celebra i vent’anni del Museo Lia offre l’occasione per ricordare ancora una volta lo straordinario esempio di mecenatismo di Amedeo Lia che ha contribuito ad avviare lo sviluppo culturale della Spezia, cui hanno fatto seguito gesti analoghi da parte di altre figure di collezionisti spezzini”.

Info. 0187.731100

Gianfranco Piovano



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