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PERUGIA - 26/04/2017MOSTRE/EVENTI

Il boom economico raggiunto attraverso l’arte della pubblicita’ di Federico Seneca

Una importante iniziativa per capire la grafica della nostra pubblicità italiana capolavoro invidiato nel mondo, poco apprezzato in campo nazionale. Ora, ci pensa a presentare la nostra grafica diventata ”opera d’arte” la mostra allestita alla Galleria Nazionale dell’Umbria fino al 4 giugno 2017:”FEDERICO SENECA (1891-1976) SEGNO E FORMA NELLA PUBBLICITA’”curata da Marta Mazza (direttore del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso) , e da Nicoletta Ossanna Cavadini, (direttrice del m. a. x. Museo di Chiasso-Svizzera) . Accompagna la rassegna un importante ed esauriente catalogo della Silvana Editoriale in bilingue italiano-inglese (pp.271. ill. ni colori). Scrive nel suo intervento Marco Pierini (Direttore Galleria Nazionale dell’Umbria):”Sebbene la personalità di Federico Seneca abbia profondamente segnato la grafica italiana per un periodo tanto lungo da avere inizio nel primo dopoguerra e fino negli anni avanzati del boom economico, non ha tuttavia ricevuto quei riconoscimenti e quella notorietà che il talento e la qualità del lavoro avrebbero ampiamente meritato”. L’esposizione presenta un patrimonio visivo di grande piacevolezza, composto da oltre 300 pezzi elaborati di Federico Seneca, uno dei protagonisti della grafica pubblicitaria del Novecento ( celebrando i quarant’anni della scomparsa avvenuta da poco), tra i suoi lavori presenti in mostra vi è il logotipo disegnato ( che lo resero famoso) in occasione della creazione dei Baci Perugina (oggi Nestlè), con l’esecuzione grafico dei “cartigli”, i bigliettini che ancora oggi accompagnano il celebre cioccolatino.

Per le Poste del Regno d’Italia venne preparato nel 1924 un francobollo da 60 centesimi con appendice pubblicitaria “Baci Perugina” (disegnato appunto da Federico Seneca), ma non venne emesso in quanto censurato. Seneca arriva alla Perugina, subito dopo il primo conflitto mondiale, e nel 1925 gli viene affidato la responsabilità dell’ufficio pubblicità, nel 1928 si aggiunge anche quello della Buitoni, dove lui studiò e realizzò la sorprendente ed efficace comunicazione della “Pastina glutinata”. Il rapporto con la Perugina si interruppe nel 1932 dopo dodici anni di intensa collaborazione, quando Seneca si sposta da Perugia a Milano e nella città meneghina crocevia di relazioni internazionali sia nel settore di arti applicate, che nella grafica e nell’architettura, vi aprì in proprio uno studio di pubblicità. Prima della guerra Seneca aveva già un buon rapporto con importanti clienti come la Talmone, Stipel (la prima compagnia telefonica italiana) Rayon, Amaro Felsina Ramazzotti (dove e consulente dal 1950 al 1957-58) e la Cinzano. Nel dopoguerra della seconda guerra mondiale il capoluogo lombardo diventa un vero motore della ripresa della nazione, nascono e si sviluppano importanti aziende innovative in tutti i settori e Seneca viene investito di un ruolo importante e protagonista per la comunicazione dei nuovi prodotti. L’esempio l’abbiamo con il famoso “gatto selvatico” col quale Seneca vince il concorso indetto da Enrico Mattei per reclamizzare Agipgas, il marchio che reclamizzava il gas liquido presente nel sottosuolo italiano.

Questi oltre trecento pezzi tra manifesti locandine, calendari, scatole di latta e cartone, grafiche pubblicitarie, insegne, logotipi, cartoline, ma anche schizzi e rari bozzetti scultorei in gesso che Seneca stesso elaborava quale base di studio per raggiungere in sintesi figurativa, espressione che poi riportava sui suoi manifesti, sono dimostrazione dell’ingegno del grande grafico italiano di Fano che ha reso celebri marchi ancora oggi reclamizzati con la sua matita. Tutto il materiale nel percorso espositivo della Galleria Nazionale di Perugia sono in grado di raccontare e fornire al visitatore l’intero panorama dei lavori di Federico Seneca, che vanno dal Liberty all’Art dèco. L’esposizione si inserisce nel filone della “grafica d’impresa”di uno dei maestri del XX secolo, che oltre a numerose opere provenienti da musei istituzioni pubbliche, gallerie private, collezionisti fra i più importanti d’Europa, e la sensibilità e disponibilità degli eredi Seneca di mettere a disposizione dell’evento perugino il materiale dell’archivio che per la prima volta danno la possibilità di ammirare il materiale ad un vasto pubblico, e grazie agli autorevoli saggi di Dario Cimorelli, Renato Covino, Luigi Sansone, Marta Mazza e Nicoletta Ossanna Cavadini, riportati nello splendido catalogo permettono di comprendere la réclame di Federico Seneca che hanno caratterizzato l’immaginario visivo di un’epoca, mediante una cifra personale dovuta al segno inciso e alla sintesi delle forme, che le qualifica vere e proprie icone della modernità’.

Gianfranco Piovano



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