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Verona - 22/03/2017pagina dei libri

Il Banco Popolare presenta il libro “La pasta in tavola”

Il Banco Popolare di Verona ha presentato il volume ”PASTA IN TAVOLA”. Nelle 319 pagine riccamente illustrate, attraverso i diciotto capitoli, viene affrontata questa specialità iniziando dal primo capitolo trattando la materia principale, il grano, e ripercorrendo la storia di questo frumento che ne diventa alimento, poi la tecnica della lavorazione, la cultura della cottura della pasta, il capolavoro della pasta fatta a mano, la pasta come cucina da stelle, con l’arte in pasta, di pasta in pasta, poi come per gli altri volumi precedenti si analizza le varietà della pasta cucinate nelle varie regioni italiane. Il Piemonte che ci tocca più da vicino vengono presentati i prodotti tipici: Agnolotti, Dunderet di tradizione occitana simili ai ravioli della Val Varaita, Fescheirol anche loro di origine occitane; Gnocchi della Val d’Ossola”; “Lasagne albesi”; “Plin”;”Rabatòn”;”Tajarin”. Nel penultimo capitolo “piaceri da gustare” presentano le Regioni d’Italia, con alcune specialità di piatti sempre eseguiti con la pasta da importanti chef. Il Piemonte viene rappresentato dalle specialità eseguite dallo chef Marco Sacco del ristorante Piccolo Lago di Verbania; il ristorante San Marco di Canelli in provincia di Asti gestito dallo Chef Mariuccia Ferrero, che presenta :”Tortelli di pomodoro con melanzane e ricotta affumicata”; un altro ristorante è quello del Cambio di Torino che lo Chef Matteo Baronetto presenta il piatto”Pappardelle cacio e pepe”; infine un’altra specialità rappresentata “Ravioli mafè” eseguito dallo Chef Francesca Sgandurra del Contesto Alimentare di Torino. Il volume viene curato da Carlo Ottaviano (da quarant’anni giornalista professionista. Ha svolto la sua attività in Sicilia, dove è nato, a Roma per vent’anni e a Milano , dove vive. Cronista di nera e negli anni Settanta, giornalista economico-sindacale negli anni Ottanta, televisivo alla fine del Millennio, negli ultimi 15 anni si è occupato di enogastronomia), il quale spiega:”La pasta è storia, la pasta è economia, è società. La pasta è convivialità, incontro,vita; è gusto e sapienza,sogno e nostalgia. In una farfalla, in un singolo pacchero, in ogni spaghetto ci son anni di tradizioni e ricerca, di innovazioni, di sofferenze e gioie. Ogni piatto di pasta è allo stesso tempo memoria di povertà e di ricchezza, di tempo di festa e di momenti di privazioni”. Il libro è impreziosito con la documentazione iconografica di stupende fotografie di alta professionalità eseguite Silvia Vaulà (titolare dello studio fotografico Plastikwombat, approda alla fotografia dopo dieci anni di ricerca scientifica diplomandosi alla scuola EFTI di Madrid e successivamente formandosi con fotografi quali Zoe Strauss, Richiard Kalvar, Guido Hararie Mauricio Alejo).

Ai precedenti libri strenna del Banco Popolare di Verona che hanno trattato di pane, vino, formaggio, conserve non poteva mancare questo libro sulla “pasta”.-Sottolinea nella prefazione del volume Carlo Fratta Pasini Presidente del Banco BPM- Esso descrive le innumerevoli tipologie che la pasta assume nelle tavole del nostro Paese, le varianti regionali e locali, le infinite ricette con cui vari tipi di pasta possono essere cotti e portati in tavola. Ne esce l’affresco di un Paese che sembra aborrire qualsiasi uniformità o conformità”. Non si può parlare di cucina in Italia senza pensare di associarla alla “pasta”. Considerata nel mondo la più alta espressione della cucina italiana e di quella mediterranea. La pasta è anche la cultura del territorio, i formati, i tagli, la miscela di farine utilizzate rappresentano la sintesi del divenire della cultura. La pasta si declina in infinite possibilità di formato e condimento, è il gusto della tradizione che varia di zona in zona e addirittura di famiglia in famiglia. Una memoria storica che ci riconduce alle nonne e alle mamme, che nel giorno della domenica, facevano la pasta in casa: la più grande tradizione delle famiglie italiane. Un libro, con un racconto che si snoda tra tipicità, storie di vita e legami indissolubili, con un territorio benevolo che si chiama: l’Italia.

Gianfranco Piovano



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