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Il libro della Cantagalli:”La fine dell’Europa” un tema di grande attualita’

Giulio Meotti scrittore e giornalista presso il quotidiano “Il Foglio” per la casa editrice Cantagalli ha pubblicato il libro: LA FINE DELL’EUROPA (pp.222- €17.00). L’autore, con questa pubblicazione ha intrapreso un compito impopolare ma necessario nel mettere a nudo la verità allarmante sul declino demografico dei popoli europei indigeni. La risposta della nostra classe politica è quella di scrollare le spalle e dire ”che importa”. Come sottolinea l’autore, la nostra incapacità di riprodurci non è causata dalla povertà o dalla debolezza genetica. Al contrario, ciò che è dovuto alla ricchezza, all’indolenza e alla voglia di aggrapparci alla sicurezza dello stato sociale. Ci ritiriamo dal lavoro il più presto possibile, e persino i giovani sono inclini a considerare i figli come un peso che è meglio evitare. Questo atteggiamento verso i bambini è l’opposto dell’atteggiamento religioso, e, come dimostra Meotti, è proprio l’indebolimento della fede cristiana ad aver portato i cittadini europei a smettere di fare figli. Possiamo fare qualcosa per questo problema? Giulio Meotti non sostituisce il Numero al pensiero, le cifre le forniscono l’occasione per una riflessione tagliente sul suicidio di un continente che, senza sottostimare gli apporti di altre civiltà che ha dato il meglio di sé all’Occidente e al mondo intero. Una cosa è certa, senza il coraggio di essere ciò che siamo, e di trasmettere la nostra eredità ai nostri figli, noi europei siamo destinati a scomparire. E con noi scomparirà la più, grande civiltà che il mondo abbia mai conosciuto. Ecco cosa scriveva nel 1979 il noto scienziato italiano Adriano Buzzati Traverso: ”Le popolazioni della vecchia Europa sono sul viale dell’estinzione, così come avviene per l’orso bruno dell’Appennino”. Papa Benedetto XVI il 24 marzo 2007 affermava:”Sotto il profilo demografico, l’Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo della storia”. Il libro si arricchisce anche di un saggio di Richard Millet scrittore francese ex editore di Gallimond.

Gianfranco Piovano