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ALPIGNANO - 07/02/2017pagina dei libri

Figure dell’Italia civile

Di Bruna Bertolo

Sarà il libro di Pier Franco Quaglieni, Figure dell’Italia civile, Golem edizioni, a dare ufficialmente il via alla Festa del Libro di Alpignano, giunta alla sua terza edizione, che si svolgerà presso il “Movicentro” di piazza Robotti. Una Festa del libro che trova in due giornalisti, Chiara Priante e Salvo Anzaldi, due organizzatori competenti e appassionati, capaci di reclutare attorno a sé e alla loro creatura l’attenzione di numerosi scrittori ed editori.

Venerdì 10 febbraio, alle ore 18,30, il via ufficiale alla manifestazione con la lectio magistralis del professor Quaglieni, docente e saggista di storia risorgimentale, direttore del centro di studi e ricerche “Mario Pannunzio” che ha contribuito a fondare e far crescere, con l’apporto prezioso di Arrigo e Camillo Olivetti, Mario Soldati, Alessandro Passerin d’Entrèves.

Tre giorni di full immersion nel mondo dei libri, con molteplici presentazioni, tutte estremamente qualificate, che trovano la loro apertura straordinaria proprio con l’ultimo volume del professor Quaglieni.

Un libro che, a nemmeno un mese dalla sua uscita, ha già beneficiato di numerose e importanti recensioni, come sempre quando si tratta di un volume firmato Pier Franco Quaglieni, destinato a far discutere, a promuovere dibattiti, a scuotere coscienze.

La prima, coinvolgente, presentazione presso l’Aula Magna dell’Università di Torino lo scorso 19 gennaio, ha infatti testimoniato, per la straordinaria presenza di un pubblico fortemente interessato, quanto il libro in realtà fosse atteso.


Figure dell’Italia civile, immediatamente riconoscibile per la felice copertina con tricolore, mette in scena una galleria di personaggi di grande carisma che Quaglieni sa delineare cogliendone i tratti essenziali, potremmo dire raccontandoli, evidenziandoli, dipingendoli attraverso i valori, i principi, che li hanno resi grandi e per i quali meritano senz’altro di essere inseriti in questo immaginario teatro di vita e di pensiero, rappresentato da quella parte di Italia del secolo scorso che si può definire “civile”.

Un termine essenziale nella ricerca condotta dal professor Quaglieni. “Il mio – sottolinea l’autore nella prefazione – vuole essere anche un omaggio a quell’Italia che contribuì, dopo il 1945, a far rinascere il nostro Paese dalla guerra perduta, ricostruendo le istituzioni democratiche e creando il benessere della Nazione con lo stesso spirito costruttivo che portò alla Costituzione”.

Sono i protagonisti di una stagione di impegno alto e nobile, forse irripetibile, sicuramente legato ai tempi in cui si realizzò, ma i cui insegnamenti, di democrazia, di rispetto, di liberalismo nel senso più ampio del temine, di attenzione per le persone e le istituzioni, di condivisione di ideali alti, rappresentano valori universali.

Un libro che nasce dal desiderio di rendere omaggio a uomini e donne che, in gran parte, hanno incrociato le vie percorse da Quaglieni, le vie dell’amicizia e della collaborazione, spesso proprio attraverso quel canale privilegiato di cultura elevata rappresentato dal Centro Pannunzio.

Ma anche personaggi che, pur non conosciuti direttamente dall’autore, hanno però saputo, con la forza dei loro principi e del loro modus operandi, rappresentare pietre miliari nella stessa formazione culturale e liberale di un protagonista della cultura del nostro tempo qual è il professor Quaglieni, di cui Aldo Cazzullo ha scritto “è un cavaliere solitario che da decenni tiene viva la memoria di una grande tradizione culturale spesso misconosciuta”.

Conosciamoli più da vicino questi maestri amati e ammirati da Quaglieni.

Maestri di stile, di vita, di pensiero, di opera. Molto diversi fra di loro, per temperamento e per attitudini, ma avvicinati dalla loro comune tensione morale, dal loro impegno civile, dal liberalismo come forma mentale.

Nella prima parte del volume ecco i personaggi che Quaglieni racchiude simbolicamente nello scrigno delle “radici”. I nomi? Sono Luigi Einaudi, Concetto Marchesi, Giovanni Amendola, Marcello Soleri, Piero Calamandrei, Filippo Burzio, Ernesto Rossi, Federico Chabod, Adriano Olivetti, Felice Balbo di Vinadio, Vittorio De Caprariis.

Poi i “maestri e amici”, quali Arturo Carlo Jemolo, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Indro Montanelli, Leo Valiani, Franco Venturi, Carlo Casalegno, Alda Croce, Primo Levi, Carlo Azeglio Ciampi, Raimondo Luraghi, Rosario Romeo, Giovanni Spadolini, Alberto Ronchey, Enzo Tortora, Marco Pannella, Mario Soldati, Mario Pannunzio.

Per ognuno un ricordo, uno scritto, il racconto di un episodio significativo. Perché qualche volta un particolare riesce a fare luce anche in zone d’ombra.

Quaglieni ce li presenta dunque attraverso gli ideali che hanno permeato la loro vita, ma senza trascurare i semplici gesti della quotidianità. Ognuno di noi ha nella sua vita i momenti del lavoro, del riposo, dello svago…. E certamente tutti questi momenti contribuiscono a rendere il personaggio nella sua totalità, a farci apprezzare il suo modo di essere che si evince anche dai gesti semplici e quotidiani del privato.

Come non apprezzare la semplicità di un gesto di Luigi Einaudi che propone di dividere una pera grandissima con uno dei suoi commensali, cena al Quirinale, per non sprecare? Ci fa sorridere, ma ci piace! E Quaglieni commenta: “Non era propensione per gli usi desueti o per l’arida economia della lesina, ma profondo rispetto per un complesso di principi morali, di regole di vita, di orientamenti spirituali che facevano tutt’uno col suo metodo scientifico”.

Non ci sono parole inutili o vuote nel ritratto che il professor Quaglieni fa di questi personaggi che hanno calcato il nostro tempo lasciando segni profondi del loro esserci. Segni che non tutti però hanno la capacità di saper leggere, in un’epoca in cui spesso la superficialità di opinione, di ricerca e di conoscenza domina su tutto, spazzato via dal bombardamento mediatico…. Nei ritratti che caratterizzano le Figure dell’Italia civile, ogni parola è misurata, pesata, centellinata. Come le pennellate di un pittore che non ha bisogno di molto colore. E questo ci permette di cogliere immediatamente le caratteristiche essenziali dei personaggi scelti da Quaglieni in questo suo viaggio del cuore e della ragione dedicato – e non poteva che essere così – a Benedetto Croce.

Figure molto eterogenee tra di loro, che hanno operato in ambiti molto diversi: dal mondo della politica a quello della scuola del giornalismo della cultura della politica dell’industria, senza mai perdere di vista il lume portante che è quello del rispetto dei valori e di una scelta di vita consapevole al servizio della società. “Penso – sottolinea Quaglieni – che ne venga fuori un ritratto di un’Italia lontana, spesso dimenticata, un mondo ormai scomparso. Una realtà variegata e composita della quale ho scritto, senza apriorismi ideologici, pensando soprattutto ai giovani che spesso non conoscono queste storie”.

Un libro che dovrebbe essere presentato soprattutto ai giovani, a chi probabilmente non ha mai sentito parlare di queste figure che rappresentano il pensiero bello e l’esempio alto di un mondo che forse non c’è più, per il normale scorrere del tempo, ma che vive anche per la limpidezza del loro pensiero e della loro vita.

Uomini fuori del nostro tempo? Certamente no. Concetto Marchesi disse: “ Ho sentito dire che la scuola deve formare l’uomo moderno; io non so che cosa sia quest’uomo moderno. La scuola deve formare l’uomo capace di guardare dentro di sé e attorno a sé; a formare l’uomo moderno provvederanno i tempi in cui egli è nato. Ogni uomo è moderno nell’epoca in cui vive”.

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: dove e quando

Alpignano, Libri in luce- Festa del libro, Movicentro, piazza Robotti, venerdì 10 febbraio ore 18,30. Lectio Magistralis di Pier Franco Quaglieni, Figure dell’Italia civile, Golem Edizioni. Introducono la storica Bruna Bertolo e Nino Boeti, Vicepresidente del Consiglio regionale. A seguire vin d’honneur. Aperto a tutti.




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