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IL CINEMA DI GUS VAN SANT

Al Museo Nazionale del Cinema di Torino - Mole Antonelliana, è allestita fino al 6 gennaio 2017 la mostra del regista americano Gus Van Sant “ICONE”. L’esposizione è coprodotta dalla Cinèmatheque française di Parigi e dalla Cinèmathèque di Losanna, è curata da Matthieu Orlèan, nel catalogo (Silvana Editoriale, 208 pagine illustrazioni a colori - € 34.00) viene riportata la lunga intervista fatta al regista. Il coordinamento della mostra italiana è di Grazia Paganelli e Stefano Boni.
Il percorso espositivo ricostruisce interamente la carriera artistica di Gus Van Sant, partendo dagli scatti fotografici iniziali con la polaroid, quando negli anni Settanta e Ottanta ritraeva le future star del cinema (Joaquin Phoenix, Keanu Reeves, Nicole Kidman, Matt Damon, Uma Thurman, Ben Affleck), poi gli acquerelli, i dipinti e i cut-up fotografici. Il fulcro della mostra è il cinema con le numerose influenze letterarie, artistiche e musicali. Queste opere in mostra a Torino sono state mostrate per la prima volta nel 2011 presso la Galleria Gagosian di Los Angeles. Sempre nell’introduzione del prestigioso volume Matthieu Orlèan scrive : “Gus Van Sant è un regista indipendente assolutamente paradossale, in grado di muoversi sinuosamente tra i sentieri del cinema più mainstream, come evidenziano i suoi film di successo Will Hunting - Genio ribelle e Milk, prodotti negli studios di Hollywood, che hanno conquistato il pubblico e vinto numerosi prestigiosi premi (Oscar per il migliore attore non protagonista a Robin William e per il migliore attore a Sean Penn)”. Il materiale esposto prima di arrivare nel capoluogo subalpino è stato a Parigi. Alberto Barbera (Direttore Museo Nazionale del Cinema di Torino) nell’introduzione al catalogo dice : “I film di Gus Van Sant andrebbero sempre rivisti più volte. Solo così si può scoprire l’esistenza dei meccanismi nascosti sotto la semplicità di una forma lineare e avvolgente”. Il percorso si immerge poi nel multiforme universo artistico presentando opere figurative e plastiche, i suoi film, nonché le collaborazioni originali con artisti del calibro di William Eggleston, Bruce Weber, M. Blash o David Bowie, affrontano molteplici discipline: fotografia, cinema, pittura e musica. I pezzi esposti sono oltre 180, comprendono stampe fotografiche originali, disegni preparatori per i lungometraggi (in parte non realizzati), cortometraggi inediti, video musicali. Il volume presenta poi per la prima volta l’intera gamma della sua produzione cinematografica, anche fotografica e di arte figurativa, presente in mostra, e racconta delle sue fonti di ispirazione e delle collaborazioni importanti. Il libro oltre al curatore e al direttore del Museo Nazionale del Cinema riporta interventi di Stephane Bouquet, Stefano Boni, Bertrand Schefer e Benjamin Thorel. La mostra gode anche del Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, viene accompagnata da una retrospettiva al Cinema Massimo fino al 31 ottobre, dove vengono proposti tutti i film di Gus Van Sant in lingua originale sottotitolati in italiano.

Gianfranco Piovano