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ALPIGNANO - 01/06/2016CRONACA

Intervista alla candidata Chiara Priante

Chiara Priante, segno zodiacale pesci, è una giornalista professionista. Trentadue anni, mamma alpignanese doc e papà veneziano, è laureata in linguaggio giornalistico e lavora come giornalista freelance, principalmente per il quotidiano La Stampa, occupandosi di cronaca e di green. Per oltre 12 anni ha seguito con attenzione il territorio, dalle pagine del bisettimanale locale Luna Nuova e del mensile Tribù, scrivendo di Rivoli e Alpignano. Ha anche ricevuto l’“Appreciatons Award” da parte del Lions Club Rivoli Host per il suo lavoro giornalistico sul territorio. Con un ricco bagaglio di esperienze nell’ambito della comunicazione, dell’ufficio stampa (tra le altre, cura la campagna della rassegna estiva “Cinema a Palazzo Reale”) e dell’editoria, da alcuni anni tiene corsi di giornalismo nelle scuole di ogni ordine e grado, insegnando tecniche di giornalismo, linguaggio sulla carta stampata e sul web: dai corsi di formazione continua per i cronisti organizzati dall’ordine dei giornalisti al corso di preparazione della prima prova di maturità proposta dal liceo Darwin di Rivoli, del quale è stata allieva.E’ presidentessa del collettivo di giornalisti Lettera Ventitré che si occupa di formazione nell’ambito della comunicazione. Con Antonella Mariotti ha pubblicato il libro green “Casaverde”, edito da La Stampa, e “Pomodori da terrazzo” (Blu Edizioni). Nel 2014 per i tipi di Neos Edizioni ha invece realizzato il saggio “Cultura e turismo al tempo della crisi”.Abita, da sempre, ad Alpignano, in zona Maiolo. Ad Alpignano ha collaborato con tante realtà, dal Comitato Resistenza e Costituzione (realizzando anche un opuscolo in occasione dell’anniversario della Liberazione) al Premio Tallone. Da due anni, il suo impegno si è fatto ancora più concreto: sua la direzione artistica, tra le altre cose, della rassegna “Libri in luce”, il salone del libro di Alpignano organizzato da due anni all’Opificio Cruto con nomi di rilievo nell’ambito letterario e giornalistico.

Chiara in queste elezioni amministrative ufficializzi un impegno che porti avanti da un po' di anni. E' così?
«Sì, io sono alpignanese da sempre. Sono nata all’ospedale di Rivoli solo perché ad Alpignano non c’era un punto nascite… Ma da quando mi hanno portato a casa ho sempre respirato l’aria di Alpignano. Qui ho fatto le scuole, prima l’elementare Gramsci, poi la media Tallone, e sono cresciuta. Il mio primo articolo, quello che non si scorda mai, l’ho scritto a 16 anni su TorinoSette, allegato del venerdì de La Stampa: è stato proprio su un’iniziativa alpignanese, “Nati per leggere”. Sono stata una Ragazza del 2006 ad Alpignano, ho collaborato con varie associazioni e, negli ultimi due anni, con il sindaco uscente, Gianni Da Ronco, persona che stimo molto. Ne sono nate alcune iniziative di rilievo. Spero di poter dare un ulteriore contributo a questo territorio. Sono capolista di una lista civica - totalmente sganciata dai partiti - che si chiama Alpignano 2021 ed è, in primis, una bella squadra, formata da professionisti e tutti alpignanesi».

Perché una brava giornalista decide di dare il proprio contributo alla politica?
«C’è un legame speciale con il territorio nel quale si è nati e si vive. E, come nelle storie d’amore, tutto si basa sulla grande, e perfetta, eguaglianza tra dare e ricevere. E si arriva a un certo punto in cui uno ha voglia di mettere al servizio di altri ciò che ha imparato, per quel poco che possa essere. Certamente essere giornalisti insegna ad affinare le capacità critiche, proprio nel senso etimologico della parola greca crisis, ovvero la capacità di scelta e di giudizio. Una capacità che può essere messa a disposizione nella gestione della cosa pubblica. Poi spero di poter eventualmente offrire quello che so e ho imparato fin qui, le competenze soprattutto in ambito culturale e nell’organizzazione eventi. Essendo giovane, e dinamica per natura, spero infine di dare anche un pizzico di frizzantezza, come dire, di novità, e di metterci un po’ del mio carattere».

Hai in mente un ruolo che potrebbe calzarti a pennello?
«Saranno i cittadini ad eleggere i loro rappresentanti e spero che mi possano accordare la loro stima perché possa rappresentarli. Io metto me stessa e le mie conoscenze a disposizione loro, oltre che del sindaco Gianni Da Ronco e della maggioranza tutta, comunque vada. Essendo stata per alcuni anni una cronista di calcio, mi viene da dire che vesto la maglia e sono pronta a correre».

Alpignano è la tua città. Quale contributo speri di apportare?
«Spero di vederla crescere. Quando ho dovuto scegliere il nome della mia lista civica, ho pensato ad Alpignano 2021 proprio per dare il senso della città che ci potrà essere tra cinque anni. Oggi Alpignano ha una delle pressioni fiscali più basse della provincia perché il sindaco Gianni Da Ronco ha posto questo come suo obiettivo principale in questi cinque anni di mandato: tenere basse le tasse. Spero che nel 2021 si sia continuato su questa strada ma siano anche nate iniziative di rilievo che consolidino Alpignano come Città del Libro e della Luce, visto la storia legata ad Alessandro Cruto e la presenza della Stamperia Tallone: penso che invece che eventi in ambiti diversi (teatro, musica, altro) sarà importante concentrare le risorse per connotare Alpignano e darle un’identità forte. Servono iniziative - e già ne esistono di forti e belle, come il Palio - che facciano sì che il territorio sia vivo ed animato, conosciuto da fuori, anche con il supporto prezioso di un comitato di volontari, un’idea che il sindaco Da Ronco ha inserito nel suo programma. Concludendo, posso dire che ci metto tutta me stessa e il mio cuore per lasciare, un domani, una Alpignano più viva, dinamica, coesa, vissuta e soprattutto amata dai suoi cittadini».

Gabriella Serravalle

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