lunedì 24 apr 2017
ultimo aggiornamento ore 13.15
HOME RIVOLI
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
RIVOLI - 18/10/2015ATTUALITA'

Rivoli nella Resistenza al Conte Verde fino al 25 ottobre

Grande successo di pubblico e di critica per la mostra “Un futuro di giustizia ha bisogno di memoria. Rivoli nella Resistenza” attualmente allestita presso la medievale Casa del Conte Verde, in via Fratelli Piol 8, visitabile fino al prossimo 25 ottobre ad ingresso libero. Curata da Bruna Bertolo e Alberto Farina. La Mostra, allestita con la direzione artistica di Adriano Benetti e Paola Bonzanino, è stata inaugurata lo scorso 2 ottobre alla presenza di un pubblico molto numeroso, a tratti commosso e fortemente coinvolto.

L'immagine "guida" che ha fatto da filo conduttore alla mostra e ai numerosi eventi collaterali in programma, rappresenta un gruppo di mamme che la guerra ha privato dei loro figli: strette nel loro dolore, sottobraccio l’una all’altra, sembrano trovare proprio nella condivisione del loro dramma la forza comunque per andare avanti.

Alla base della Mostra un lungo percorso di ricerca storica che ha coinvolto numerose persone e che in qualche modo ha anche spinto molti rivolesi ad aprire i cassetti dei ricordi e spesso anche del dolore. Alla ricerca di documenti, di fotografie, di articoli, di attestati di partigianato o di riconoscimenti ottenuti per valori militari. Semplici fogli da esporre? No, veri pezzi di vita, a volte carichi anche di sangue: quello versato da giovani che sapevano, o volevano credere, che un altro mondo, diverso da quello plasmato dal fascismo e dal nazismo, fosse possibile.


Spiega la curatrice e storica Bruna Bertolo: “Quattro sale, diversamente allestite. La Mostra si sviluppa sostanzialmente attraverso una grande varietà di contenuti sul tema mediante mezzi espressivi e comunicativi diversi partendo dai manifesti che raccontano la propaganda fascista e nazista a quelli che evidenziano il riscatto avvenuto attraverso la guerra di Liberazione. Una prima sala, con grandi pannelli per raccontare la storia e la tragedia, nello stesso tempo, della Famiglia Piol, quattro ragazzi morti, in circostanze ovviamente diverse, per la causa della libertà, così come il loro padre, barbaramente ucciso dopo essere stato prelevato in una notte del giugno 1944 dai nazifascisti. In questa sala abbiamo cercato soprattutto di evidenziare la figura di Brigida Piol, la madre, mamma coraggio, e attraverso di lei il dolore di tutte le altre madri rivolesi che piansero la morte di un figlio. Campeggia un grande ed insolito ritratto di Brigida Piol, elaborato ritoccando una piccola fotografia da Adriano Benetti, autore anche dell'ingrandimento della intensissima immagine che rappresenta il funerale di Vario ed Agostino Piol. Una forma particolare, quella creata dal movimento della gente che mestamente accompagna il corteo funebre: quasi la forma dell’Italia che accompagna ed onora i suoi caduti”.


Un curioso allestimento di prime pagine dei giornali dell’epoca accoglie in visitatori nel lungo e scenografico corridoio che si apre proprio sulla via che la città ha dedicato ai Fratelli Piol, l’antica “Via Maestra”, un segno del riconoscimento che la città volle dedicare a questa famiglia interamente distrutta dal sogno della Libertà e della Democrazia.

Nella terza sala, una chicca. Si tratta dei manifesti con i quali i podestà, i sindaci, i prefetti comunicavano con i cittadini: dagli anni che precedono la guerra fino a quelli successivi, notizie, ordini, suggerimenti qualche volta espressi in termini minacciosi ai cittadini. E’ un modo nuovo di leggere la storia, attraverso questi documenti, qualche volta colorati, qualche volta addirittura scritti sulle due facciate, per risparmiare carta. La macrostoria e la microstoria, attraverso quei fogli rosa, viola, gialli, scritti con formule linguistiche oggi superate, che davano però la “linea” di condotta ai cittadini. Una ricerca d’archivio condotta da Cristina Bertolino ha permesso di riportare alla luce questa chiave di lettura insolita della Storia.

L’ultima sala è quella forse maggiormente variegata. Su una parte una ventina di pannelli che raccontano i personaggi, i luoghi, le stragi compiute sul territorio, grazie alla ricerca compiuta da Alberto Farina. Inserite nell’esposizione alcune opere pittoriche di artisti, di ieri e di oggi, che onorano la città con la loro arte e che hanno voluto esprimersi sul tema della Resistenza, come Claudio Giacone (Testimonianze 1943 -45), Gabriella Malfatti, (Dal regime alla Libertà), Laura Giacone (Anni di guerra. L’addio) ed altri artisti che esposero in occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione. Come Adelaide Cancian, con l’intensa opera La partigiana.

Molto significativo ed emozionante – ci spiega Bruna Bertolo - l’allestimento di un campo di concentramento in miniatura realizzato anni fa da Carlo Chiappella, internato in un campo nazista. In mostra compare anche una straordinaria raccolta di francobolli sul tema della Liberazione emessi dai vari paesi europei: le copertine dei raccoglitori portano l’immagine di una firma prestigiosa, quella di Attilio Aloisi, uno dei tre artisti che componevano il sodalizio dei “Decalage”.

Una Mostra storica, dunque, ma che ha saputo spaziare nei diversi campi ed offrirsi attraverso una veste particolarmente accattivante: spiccano le scritte realizzate dal calligrafo Graziano De Rossi, con citazioni e indicazioni del percorso di visita.


Per la Mostra è in preparazione un catalogo, con testi di Bruna Bertolo e Alberto Farina, realizzato da Adriano Benetti: rimarrà a testimonianza di questa importante iniziativa in cui Arte e Storia si sono incontrate, grazie al progetto elaborato dal Comitato Rivolese per il 70° della Liberazione, presieduto dall’Assessore Franca Zoavo, con il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale, del sindaco Franco Dessì, dell’Assessore alla Cultura Laura Ghersi, il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e del Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana, presieduto da Nino Boeti.


DOVE E QUANDO

Rivoli – Casa del Conte Verde, via Fratelli Piol 8, “Un futuro di giustizia ha bisogno di memoria. Rivoli nella Resistenza”, ingresso libero, fino al 25 ottobre, da martedì a venerdì 16 – 19; sabato e domenica 10 – 13 e 16 – 19; lunedì chiuso. Info 011 956 30 20.

F.P.


Bozza Catalogo

Versione per stampa
REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab