mercoledì 23 ago 2017
ultimo aggiornamento ore 15.56
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
SPORT
pagina BiancoNera
HANNO DETTO...
L'INTERVENTO DI...
tsunami
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
Olivia - Varese - pagina dei Pezzi da 90

Donne e serpenti

Adamo non avrebbe saputo dire da quanto tempo si trovava in quel giardino, gli pareva da sempre. Osservava il progetto perfetto di viali ornati da cespugli fioriti fra alberi frondosi ben disegnati, ammirando l’opera spettacolare del Grande Giardiniere.
Magnifici animali popolavano quel luogo incantato, aggirandosi indolenti per il parco.
Talvolta li sorprendeva intenti nelle cure dei loro lucenti mantelli, li avvicinava e li accarezzava, questi alzavano per un attimo su di lui i loro sguardi mansueti poi riprendevano incuranti le loro attività. Era convinto di essere al centro di quel disegno, ma gli venne il sospetto che così non fosse, perché tutto sembrava troppo indifferente a lui. In quell’equilibrio di perfezione qualcosa era sfuggito, e quel qualcosa era proprio la mente di Adamo. Egli continuò a chiedersi quale ruolo avesse in quel contesto, si sentì inutile e prese coscienza della propria noia. La percezione di questa sensazione divenne sempre più dolorosa. Questa meraviglia che lo circondava era stata creata per lui o lui era arrivato dopo? Si sforzava di tornare indietro con la memoria, ma non ricordava alcun cambiamento in quello scenario. Scoprire di essere semplicemente un elemento insignificante in quel disegno minò la sua pace. Incominciò a desiderare qualcosa di più, senza sapere meglio chiarirsi il suo bisogno. Il Signore gli affiancò una creatura a lui simile, nella speranza di pacificare il suo tormento. I primi tempi furono entusiasmanti, Adamo si dedicò con impegno a scoprire e capire la complessità di quella adorabile e sorridente creatura. Imparò come suscitare in lei quell’irresistibile manifestazione di gioia che la rendeva radiosa, perché si sentiva appagato dal sorriso di lei. Ma ben presto anche questo gli venne a noia.
Adamo vide le agili gazzelle sfrecciare e volle catturare quella grazia sottile e slanciata per donarla alla sua donna. Tagliò un albero millenario, ne ricavò dei blocchetti di legno che intagliò abilmente, realizzando dei calzari che rendessero sinuoso l’incedere di lei. Eva accettò di indossare quei tacchi altissimi, aggirandosi incerta e traballante per il paradiso, sotto lo sguardo tenero e premuroso di lui. Il Signore osservò perplesso, ma decise di non intervenire. Il tormento di Adamo non si placò. Osservando il passaggio di un magnifico leopardo, egli seguì incantato i suoi passi con una nuova luce nello sguardo. Lo accarezzò suadente e lo attirò nel fitto della boscaglia, lì lo uccise, lo scuoiò con cura e ne fece un mantello, che portò in dono alla sua compagna. Eva da quel giorno si aggirò ammantata nella lucente pelle maculata. Camminare così era faticoso, la pelle era troppo pesante, ma avrebbe fatto qualsiasi cosa per vedere il suo uomo soddisfatto di lei. Anche stavolta il Signore non disse nulla, gli angoli della sua bocca però assunsero una piega verso il basso.
Un giorno Adamo colse un fiore e lo donò alla sua donna. Eva restò incantata dalla grazia armoniosa e vellutata del bocciolo di rosa appena dischiuso, ancora scintillante di rugiada. A lui non sfuggì il sottile bagliore di quelle gocce illuminate dai raggi di sole e volle ornare di quella luce il corpo di lei. Immaginò quelle gocce di rugiada disposte in fila sui suoi capelli, alla candida base del morbido collo, ai polsi e alle sottili caviglie. Catturò delle piccole bisce, le asperse di rugiada raccolta di prima mattina e ne fece ornamento per Eva. Le povere bestie però non riuscivano a stare ferme e le gocce evaporavano col calore del sole. La donna, sottoposta a quel supplizio, incominciò a capire la vera natura del suo uomo ed ebbe la certezza che lui non avrebbe mai trovato pace, ma che era dannato in questa estenuante e tormentata ricerca dell’impossibile; allora il suo cuore si indurì.
Adamo stavolta non trovò facilmente la soluzione, capì che i serpenti non erano adatti, non sapeva come sostituirli, ma non era intenzionato a rinunciare. Si ricordò allora della pianta della conoscenza, l’unico vero e assoluto divieto posto dal suo Creatore. Pensò che sarebbe stato solo per una volta, solo stavolta, per riuscire a risolvere quel dilemma.
Non fece in tempo ad addentare la mela, che fu chiamato a rendere conto della sua azione. Inchiodato alla sua colpa al cospetto di Dio, si trovò a farfugliare di donne e serpenti.

Olivia


Versione per stampa
REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab