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TORINO - 03/10/2014pagina dei libri

La bellezza di San Sebastiano

Barbara Stabielli

Nelle suggestive sale del Circolo dei lettori di Torino, giovedì 11 settembre è stata presentata la nuova mostra della Fondazione Cosso, a cura di Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Antonio D’Amico, una mostra unica nel suo genere perché completamente dedicata all’iconografia di San Sebastiano, tra bellezza e integrità, “in un excursus dentro quasi tre secoli, per confrontare pose, ambientazioni, materiali e soprattutto i grandi nomi della storia dell’arte - commenta Maria Luisa Cosso - per capire cambiamenti e intenti devozionali, che hanno reso famoso San Sebastiano per le sue doti taumaturgiche nel periodo delle pesti, rappresentando l’integrità morale e fisica per la sua stoica resistenza al martirio”.

Il Castello di Miradolo, che ospita la Fondazione Cosso, dal 5 ottobre 2014 sarà quindi aperto al confronto tra i geni artistici che si sono cimentati con la rappresentazione del santo, da Tiziano al Rubens, da Perugino al Guercino e non mancheranno i Fiamminghi ed i Caravaggeschi: più di quaranta quadri provenienti dai principali musei italiani e da importanti collezioni private italiane ed estere.

La presentazione stampa, presieduta da Luca Beatrice, Maria Luisa Cosso e Paola Eynard - Presidente e Vicepresidente della Fondazione - e da Vittorio Sgarbi, ha sottolineato la volontà di creare un percorso capace di snodarsi tra prototipo di bellezza apollinea, naturalismo e devozione, sacro e profano.

La collaborazione con Vittorio Sgarbi” spiega Maria Luisa Cosso “è iniziata con la mostra dedicata alla monaca-pittice Orsola Maddalena Caccia, che ha attirato l’attenzione del critico”.

Lo stesso Sgarbi sottolinea l’importanza delle ricerche storico-artistiche che da anni muovono le scelte di Maria Luisa Cosso e della figlia Paola Eynard, in un periodo in cui si riscontra “molta attenzione verso la creatività femminile, dalle ultime grandi mostre come Frida Kahlo a Roma alle rassegne degli anni sessanta, dove si assiste alla liberazione dell’estro femminile. E mi auguro che in futuro si possa parlare a lungo di Rosalba Carriera, così attenta all’animo umano, di Artemisia Gentileschi, alla quale ho reso omaggio durante la mostra milanese e naturalmente di Orsola Maddalena Caccia, per la quale il Castello di Miradolo si è trasformato in un convento della pittura, offrendo all’artista seicentesca la prima mostra monografica”.

La scelta di proseguire con grandi mostre annuali è risultata vincente, ed in questa prospettiva si inserisce la nuova mostra “San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra ‘400 e ‘600”, un percorso che dalla seconda metà del Quattrocento giunge agli albori del Settecento, contemplando assoluti capolavori: da Pedro Berruguete proveniente dalla Galleria Nazionale di Urbino, che presenta un S. Sebastiano “eroico e guerriero, dall’anatomia quasi signorellesca, immerso in un’architettura in rovina sulla quale si affaccia un paesaggio quasi nordico”, al Perugino “che proviene da una collezione di Santo Stefano Belbo” ed ora entrato nella ricca collezione di Ro Ferrarese “interessante per il paesaggio quasi raffaellesco, l’ anatomia sorprendente” ed il primo piano di minuziosa attenzione botanica.

La delicatezza adolescenziale del santo è sublimata dalla tavola di Francesco Marmitta che “ci offre un tenerissimo San Sebastiano bambino” - prosegue il curatore - “per poi giungere al genio di Tiziano, rappresentato dalla tela firmata proveniente da una collezione privata di New York, che colpisce per la morbidezza dell’incarnato, per la pittura di puro colore, per la rappresentazione metereologica del paesaggio con una luce diffusa e lontana di fine giornata”.

Fino all’Apollo pagano ferito del Rubens, “attorniato dagli angeli che lo liberano dalla freccia che gli trafigge il petto e dalla corda che avvolta intorno alle caviglie” con un’interpretazione suadente e delicata proveniente dalla stanza dell’Alcova di Palazzo Corsini a Roma.

Il mostra ci sarà anche il Guercino con un opera della Galleria Nazionale di Urbino che rappresenta appieno “il dinamismo ed il movimento Barocco, con il Santo che cade spossato in una composizione virtuosistica ed un gioco di chiaro-scuri influenzato dal notturno tizianesco”.

L’iconografia più singolare è quella del San Sebastiano trafitto dalle frecce di anonimo pittore caravaggesco, che “ricorda la postura distesa e prospettica del Cristo morto di Mantegna della Pinacoteca di Brera, ma al contrario”, mentre ritroviamo una “torsione insolita e una straordinaria potenza dell’ombra nel fiammingo Dirck Van Baburen dalla Quadreria Vescovile di Milano.

Gli echi caravaggeschi, poi, mostrano passione, sentimento ed un forte naturalismo con Ribera, che a Napoli dà prova di una grande sensibilità realistica attenta al dettaglio, di una drammatica visione pietistica esaltata da nette contrapposizioni tra luce e ombra.

L’aspetto della devozione è sublimato da Guido Reni che nell’opera di collezione privata lega Sebastiano a un albero, in posizione tortile e circondato da un’atmosfera calda, serale, intima, “pregna di una Bologna in cui i dettami del Concilio di Trento, applicati dal Cardinale Gabriele Paleotti, sono ancora nevralgici e di forte attrazione per gli artisti”.

Per concludere con il “surrealismo” di Mattia Preti che raccoglie la fantasia visionaria, la spiritualità drammatica ed il verticalismo di El Greco, e anticipa l’esperienza onirica surrealista.

Fino all’8 marzo 2015 sarà possibile ammirare il bel Sebastiano e cogliere tutte le varianti stilistiche dei grandi artisti, interessati al soggetto del santo che resiste al martirio, imperturbabile di fronte alle frecce che colpiscono il suo corpo tornito, bisognerà passare al taglio della testa per ucciderlo, al contrario di San Rocco che morirà proprio di peste, per eccesso di cure nei confronti dei malati.

Fondazione Cosso, Castello di Miradolo
Via Cardonata, 2 San Secondo di Pinerolo (TO)
San Sebastiano
Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento
Dal 5 ottobre 2014 all’8 marzo 2015
Info: www.fondazionecosso.it tel. 0121- 376545



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