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CALCIO - 05/05/2014pagina BiancoNera

Juve, gli scudetti ora non bastano più

Sembra ieri, eppure è passato esattamente un anno dal momento in cui Antonio Conte festeggiava il secondo scudetto consecutivo alla guida della Juventus esprimendo la propria gioia attraverso queste parole: “Io sto benissimo qui, sono nel posto in cui ho sempre sperato di stare sin dall'avvio della mia carriera da tecnico. Era il mio sogno tornare qui e vincere, sono nel posto giusto e lo penso. Dopo due stagioni straordinarie, dove abbiamo bruciato le tappe che prevedevano un progetto triennale per tornare a vincere, è chiaro che l'asticella si alza. Siamo consci delle difficoltà economiche italiane, è giusto parlare con la società in modo sereno di quanto fare”. La particolarità di quel messaggio, diretto alla società bianconera ed ai suoi tifosi, è racchiusa nella sua attualità a distanza di trecentosessantacinque giorni.

L'asticella di cui parlava Conte si è alzata, e si alzerà ancora. Una volta riaperta la bacheca, Madama ha riscoperto il gusto di riempirla di trofei. Tre scudetti consecutivi non sono uno scherzo e certificano in maniera netta, inequivocabile, il ritorno a tutti gli effetti della Vecchia Signora nel ruolo di club ammazza campionati. Dagli ottantaquattro punti accumulati nella prima stagione contiana, nella seconda il gruppo juventino è riuscito ad arrivare a quota ottantasette.

Adesso, con ancora tre gare da disputare, la prospettiva è quella di raggiungere la stratosferica cifra di cento punti. Partendo dagli attuali novantatré, che comunque non sono pochi. Il tricolore juventino, e tutti i record che questa stagione si porterà dietro, è frutto anche della fortissima concorrenza della Roma, autentica rivelazione della serie A.

Per Madama non ci sarà un altro 5 maggio decisivo per le sorti dello scudetto, visto che l'improvvisa (e sonora) sconfitta patita dai giallorossi a Catania l'ha buttata giù dal divano, dove stava tranquillamente aspettando di poter affrontare l'Atalanta, per consentirle di correre a festeggiare con un giorno d'anticipo la matematica conquista del tricolore. Chiusa anche questa stagione bisognerà capire sino a quale punto andrà alzata l'asticella e quali saranno, realisticamente, i prossimi obiettivi che la Vecchia Signora dovrà cercare di raggiungere.

Un episodio, tra i tanti, può raccontare meglio di altri il percorso compiuto dalla Juventus in questi ultimi tre anni. Risale al 25 settembre 2011, all'alba del primo scudetto juventino della nuova era contiana. Il tecnico bianconero aveva risposto a muso duro a qualche giornalista dopo che la sua squadra aveva conseguito un secondo pareggio consecutivo in campionato: “Se pensate che la Juve, dopo due settimi posti, torni a lottare subito per lo scudetto... ripeto: abbiamo tanta strada da percorrere per tornare a essere competitivi. Non è che in estate abbiamo preso Walcott, Nani o Tevez, gente che in Italia nessuno si può permettere, ma giocatori giovani e di prospettiva”. Al termine di quella stagione la Juventus arrivò prima da imbattuta, dopo altre due avrebbe comprato Tevez e adesso sembra in dirittura d'arrivo pure l'acquisto del portoghese Nani.

Come direbbe Garcia, la chiesa è stata rimessa al centro del villaggio. Ancora una curiosità: quel pareggio esterno la Juventus lo ottenne a Catania, nello stesso campo dal quale ieri le è arrivata la notizia della sconfitta della Roma. E' proprio vero, dopo il terremoto provocato da Calciopoli almeno in Italia tutto sembra essere tornato al proprio posto. Adesso è arrivato il momento di pensare all'Europa...

Thomas Bertacchini


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