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CALCIO - 16/04/2014SPORT

L'EUROPA LEAGUE CERCA CASA A TORINO

In vista della finale in programma il 14 maggio prossimo allo Juventus Stadium, si è tenuta questa mattina nelle magnifiche stanze di Palazzo Madama la cerimonia di consegna del trofeo della UEFA Europa League alla città di Torino. In rappresentanza del Comune, il sindaco Piero Fassino ha ricevuto la coppa dal presidente Uefa Michel Platini e dai rappresentanti del Chelsea, squadra campione in carica. «La custodiremo gelosamente - ha detto Fassino al termine della cerimonia - Torino è la città dello sport, uomini e donne di questa terra hanno conquistato per il Paese trofei e trionfi. Mi viene da ricordare Berruti: storia, tradizione e identità sportiva. Vinca il migliore, ma è chiaro per quale squadra tiferemo...».

Orgoglioso per la scelta della sede della finale Uefa anche il presidente della FIGC Giancarlo Abete, che ha definito Torino «una splendida città, in grado di competere con le città più importanti d'Europa». «Ci tengo a ringraziare tutti – ha proseguito Abete - Fassino ha ricordato la dimensione sportiva di Torino. Juve e Toro rappresentano gran parte della storia del calcio italiano e la scelta di ospitare la finale onora questa città, che ha due stadi disponibili a realizzare grandi eventi. Questo trofeo lo abbiamo vinto 9 volte e al di là del risultato del campo, Torino onorerà questa finale di Europa League».

Per Ciro Ferrara, presente in veste di ambasciatore dell'edizione 2014 della finale, «lo Stadium sarà la cornice ideale per un evento così importante». L'ex difensore è un veterano della competizione, avendo vinto il torneo nel 1989, quando militava nelle fila del Napoli di Diego Armando Maradona. Ma Ferrara è pure colui che ha pescato dall'urna il prossimo avversario della Juventus: «Gli amici juventini erano incazzati con me per il sorteggio, vuol dire che se supereranno lo scoglio avranno una finale più morbida».

Anche Michel Platini nel suo intervento ha scherzato rivolgendosi al sindaco Fassino a proposito della speranza di un vittoria della Juventus: «Il sindaco di Amburgo aveva fatto il suo stesso intervento, ma l’Amburgo non arrivò in finale». L'ex stella bianconera ha poi rievocato gli anni da calciatore trascorsi sotto la Mole: «E’ sempre un piacere tornare in una città dove ho vissuto cinque anni bellissimi, ritrovare amici che sono un po’ invecchiati. Loro, non io...». Infine, una domanda è d'obbligo: in vista delle semifinali e con la “sua” Juve come favorita, per chi tiferà Platini? «Devo tifare per tutti», ha risposto con un sorriso il presidente Uefa.

È iniziato così il conto alla rovescia per una finale particolarmente importante per Torino sotto molti aspetti. Prima di tutto, ovviamente, per la presenza della Juventus tra le quattro squadre ancora in corsa per conquistate il trofeo. Ma non solo, perché quella del 14 maggio sarà anche una finale storica: la prima finale di Europa League ospitata dal nostro Paese dall’introduzione della gara unica. Un'occasione prestigiosa per rinsaldare ancora di più l'antico legame di Torino con la passione sportiva, quella che porterà la città ad essere Capitale Europea dello Sport nel 2015. Proprio la scorsa settimana è iniziata ufficialmente la campagna a sostegno della designazione sotto lo slogan “Scegli lo sport, sorridi”.

Piccolo forse, ma «bello e funzionale» lo stadio della Juve

La scelta della Uefa di svolgere allo Juventus Stadium la finale di Europa League 2014 ha zittito le polemiche seguite all'inaugurazione dell'impianto, secondo alcuni troppo piccolo (41.000 posti) per immaginarlo come sede di eventi importanti. Ma l'impianto di proprietà della Signora ci ha messo davvero poco per convincere del contrario i vertici del calcio europeo, che lo hanno scelto appena sei mesi dopo la sua inaugurazione come teatro giusto per disputarvi la finale della seconda competizione continentale 2014. Uno stadio «bello e funzionale», lo aveva definito due anni fa Michel Platini al termine della sua visita all'arena di zona Continassa. Un giudizio che esprime un riconoscimento per il valore di una struttura moderna e architettonicamente all'avanguardia per tutelare l'incolumità degli spettatori.

Il trofeo
Quindici chili di argento scintillante, perfettamente a suo agio nelle regali stanze di Palazzo Madama, il trofeo della Uefa Europa League ha fatto bella mostra davanti all'obiettivo dei giornalisti accreditati per la cerimonia.

La coppa, priva di manici, è stata disegnata nel 1972 da Silvio Gazzaniga e realizzata dai laboratori Bertoni di Milano. Sulla sua base di marmo, da cui partono le fattezze di un gruppo di giocatori che sembrano lottare per raggiungere il pallone, sono state aggiunte negli anni le bandiere dei nuovi Stati europei ammessi alla competizione.

Nonostante l'attuale Europa League abbia inglobato, a partire dal 1999, anche le tradizionali partecipanti alla Coppa delle Coppe e nonostante la sua versione attuale la renda molto simile alla più prestigiosa Champions League, per molti sportivi italiani quel premio rimane comunque legato al ricordo delle vecchia Coppa Uefa. Una competizione che a cavallo tra gli anni '80 e '90 è stata a lungo dominata dalle squadre italiane, con ben 8 successi in 11 anni tra il 1989 e il 1999.

Tra i vincitori dell'ex Coppa Uefa va ricordata in primis proprio la Juventus che detiene, insieme all'Inter e al Liverpool, il record di 3 vittorie.

Una coppa per 4

Oltre alla Juventus, campione Uefa nel 1977, 1990 e 1993, tra le quattro squadre rimaste in gara nelle semifinali dell'edizione in corso dell'Europa League, anche il Valencia può vantare un successo nel torneo, quello della stagione 2004-2005. Mentre il nome di un'altra pretendente al titolo, il Siviglia, spicca tra quelli dei soli due club - l'altro è il Real Madrid - capaci di vincere la manifestazione per due stagioni consecutive: 2005-2006 e 2006-2007.

Poca gloria invece per il Benfica, prossimo avversario dei bianconeri, battuto per ben due volte nella finale 1982-1983 della Coppa Uefa e in quella della scorsa stagione (2012-2013) dell'Europa League.

Quel bacio di Baggio, 21 anni fa...

Era il 19 maggio 1993. Sotto il cielo di Torino Roberto Baggio, capitano della Juventus, alzava al cielo l'ultima Coppa Uefa vinta dai bianconeri. Il luogo era pressappoco lo stesso nel quale si svolgerà la finale 2014, cioè il terreno su cui una volta sorgeva lo Stadio Delle Alpi. Settantacinquemila posti, quasi sempre vuoti, che invece si colorarono tutti di bianconero per quella finale del '93 disputata da Madama contro il Borussia Dortmund.

Era la Juventus del secondo ciclo di Trapattoni, quella dei due Baggio, di Andreas Moeller e di un certo Antonio Conte. Dopo il rassicurante 1-3 inflitto ai tedeschi al Westfalen Stadion, la gara di ritorno sotto la Mole si trasformò in una formalità, condita da altre tre reti. I marcatori: Dino Baggio, Dino Baggio e Moeller. Fu invece l'altro Baggio, Roberto, beniamino di quella Juve pre-Lippi, a ricevere per primo il trofeo dall'allora presidente Uefa Lennart Johansson. Il bacio di gioia del Divin Codino alla coppa, rimane ancora l'immagine simbolo di quella straordinaria serata.

Ora, 21 anni dopo e Benfica permettendo, la Juve potrebbe ripresentarsi all'appuntamento con la vittoria.

Massimiliano Ferraro


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