mercoledì 28 giu 2017
ultimo aggiornamento ore 19.33
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
SPORT
pagina BiancoNera
HANNO DETTO...
L'INTERVENTO DI...
tsunami
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
TORINO - 27/03/2014CRONACA

Massaggi a luci rosse, chiuso centro cinese in corso Vercelli

Massaggi a luci rosse in un centro di corso Vercelli. La Guardia di Finanza arresta i due titolari e sequestra il centro. Il centro massaggi “Rose” era già stato chiuso lo scorso novembre per sfruttamento della prostituzione, è stato riaperto da meno di due mesi da una nuova società - sempre riconducibile agli stessi indagati - ed ora è stato nuovamente sottoposto a sequestro.
Grazie a una serie di appostamenti, indagini sul campo e la testimonianza diretta di più di una decina di avventori, i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria Torino hanno scoperto che il locale offriva ai numerosi habitué anche prestazioni sessuali a pagamento da parte di giovani ragazze cinesi, romene e italiane. Sebbene l’attività commerciale fosse “ufficialmente” destinata alla massoterapia, in realtà, i locali erano stati trasformati in veri e propri ambienti a luci rosse.
Nel listino prezzi - da 50 a 150 euro per un’ora - erano ricompresi massaggi di tutti i tipi, anche nella vasca idromassaggio.
Un’attività fruttuosa, con centinaia di uomini che arrivavano da Torino e provincia, alla quale i due coniugi cinesi proprietari del centro non volevano rinunciare. Infatti, in concomitanza con la riapertura del locale erano nuovamente comparsi numerosi annunci a sfondo erotico, pubblicati su diversi siti internet.
Raccolta la testimonianza di alcuni clienti, sono quindi scattate le manette per i due cinesi che incassavano personalmente i soldi delle prestazioni sessuali offerte dalle “massaggiatrici”, le quali erano controllate anche a distanza, mediante alcune telecamere collegate direttamente con l’abitazione degli sfruttatori.
Salgono, quindi, a sette le strutture chiuse in pochi mesi dalle Fiamme Gialle.

Versione per stampa

Articoli correlati

REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab