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RAVENNA - 17/02/2014MOSTRE/EVENTI

Smens. La xilografia in rivista


La Biblioteca Classense presenta, dal 1 marzo al 26 aprile 2014, la mostra Smens. La xilografia in rivista, che racconta l’avventura della rivista Smens, così atipica nel nuovo millennio per la sua impostazione artigianale che ne prevede la stampa tipografica in poche copie, su un torchio a braccia e con i testi composti con caratteri di piombo. Unica nel suo genere anche per il metodo di riproduzione delle figure, che sono tutte incise su matrici di legno.

La collezione della rivista è stata donata dai curatori alla biblioteca, che ora la mette in mostra in linea con la propria vocazione, storicamente definitasi, di luogo di raccolta e conservazione di importanti testimonianze di grafica, ed in particolare, come in questo caso, di xilografia. Un’arte, peraltro, che raggiunge esiti di straordinaria qualità nelle preziose xilografie quattrocentesche delle raccolte classensi, e che idealmente si legano a queste opere contemporanee nel segno della stessa tecnica.

È facile tracciare adesso, dopo quindici anni dall’uscita del primo numero di Smens, un bilancio provvisorio di questa particolare rivista; Smens è stata tuttavia un’idea vincente proprio per questa sua caratteristica di essere fuori moda. I protagonisti sono gli autori dei testi e delle figure, tanto sorpresi per essere invitati a partecipare a un viaggio verso l’ignoto quanto pronti a inviarci i loro elaborati sui temi proposti. Le pagine e i legni arrivano in redazione da tutto il mondo, da Montepulciano e da Montreal, da Montmartre e da Boston…

C’è chi ha vinto il Pulitzer e chi il Guggenheim, chi ha rischiato il Nobel e chi ha avuto una sala tutta per sé al Metropolitan, ma anche chi per la prima volta su Smens vede pubblicato un suo lavoro, perché straordinariamente saturo di originalità e di poesia.

Hanno realizzato le tavole incise dapprima Gianni Verna e Gianfranco Schialvino - insieme nel loro “cenacolo a due”, come definì l’associazione Nuova Xilografia che edita la rivista il critico e amico Angelo Dragone -, e successivamente tutti i più prestigiosi e abili xilografi, da tutto il mondo, a partire da Remo Wolf fino a Jean Marcel Bertrand, Evgenij Bortnikov, il fiammingo Gerard Gaudaen, Leonard Baskin e Barry Moser, Penelope Jencks, Osvaldo Jalil e ancora Salvo, Francesco Franco, Togo, Nespolo, Tabusso, Soffiantino, Luzzati, i Casorati e tanti altri.


Tutto qui, con molto lavoro e molta fortuna, per aver riunito su queste pagine un grande numero di artisti (si è vicini al centinaio), e di averli fatti cimentare con la xilografia, arte meravigliosa e attuale, classica e rivoluzionaria, che ha permesso di stampare i tessuti in Corea duemila anni fa e i manifesti della rivoluzione a Praga del 1968.

Un’arte facile: bastano un coltello, un pezzo di legno, un po’ di inchiostro e carta. Insieme alla volontà di parlare liberamente di poesia, mirare al bello, cercare un ideale da realizzare e di vivere con la consapevolezza di poterlo raggiungere.

La mostra, a ingresso libero, è allestita presso il Corridoio Grande della Biblioteca Classense e rimane aperta dal 1 marzo al 26 aprile 2014 coi seguenti orari:

dal lunedì al venerdì ore 9:00-19:00; sabato ore 9:00-18:00.

Per informazioni: tel. 0544.482116 - segreteriaclas@classense.ra.it


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