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VILLARBASSE - 22/01/2014pagina dei libri

Presentazione del nuovo libro di Bruna Bertolo a Palazzo Mistrot

Dopo la prima presentazione avvenuta nel mese di dicembre alla Casa del Conte Verde di Rivoli, la scrittrice Bruna Bertolo ripresenta a Palazzo Mistrot di Villarbasse, il 9 febbraio alle ore 17, il suo nuovo libro dal titolo “Prime …. sebben che siamo donne”, editrice Ananke. Con l’Autrice interverranno: il sindaco Maria Giuseppina Cavigliasso, l’assessore alla cultura Eugenio Aghemo, l’editore Carlo Ruo Redda, l’onorevole Anna Rossomando, il consigliere regionale Nino Boeti.

Il libro racconta una galleria di personaggi femminili italiani che, dall'800 ai giorni nostri, hanno aperto orizzonti nuovi nel costume, nella politica, nello sport, nella cultura, nel mondo del lavoro. Bruna Bertolo nella sua ricerca va oltre i personaggi più celebrati, presentando nomi e volti, spesso rimasti in ombra, che seppero, con la loro stessa vita, interpretare pagine importanti di costume e di storia: quelle donne che – scrisse Lina Furlan - “hanno silenziosamente diretto il mondo”.

Prefazioni di Anna Rossomando e di Vera Schiavazzi


PER APPROFONDIRE

I nomi, il coraggio, la fatica: sono le parole che indicano il senso profondo di questo libro dedicato alle donne che, con ruoli spesso ritenuti insoliti, poco adatti al genere femminile, qualche volta considerati addirittura “indecenti”, hanno contribuito a dare alla Società il volto di oggi. Attraverso il costume, la cronaca, la lenta ma progressiva marcia verso l’istruzione, con l’accesso delle donne all’Università, porta d’ingresso – sia pure molto difficile da oltrepassare – per carriere diverse, per tradizione riservate agli uomini. Non fu facile per le donne diventare avvocato, medico, ingegnere, manager di successo. Non fu facile nemmeno misurare il loro corpo e la loro mente nelle attività sportive e nell’agonismo. Non fu facile guidare un’auto: ci si scansava se al volante c’era una donna. La conquista più difficile fu quella sul piano dei diritti politici: oggi ci sembra quasi impossibile pensare che fino al 1946 le donne italiane non potessero votare. In queste pagine, attraverso nomi più noti, da Grazia Deledda a Rita Levi-Montalcini, da Nilde Iotti a Tina Anselmi, da Lina Merlin a Marisa Bellisario … ma anche attraverso nomi quasi del tutto ignorati o dimenticati, si definiscono le varie fasi di costruzione della dignità e della libertà femminile.

A. B.



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