martedì 26 set 2017
ultimo aggiornamento ore 11.01
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
SPORT
pagina BiancoNera
HANNO DETTO...
L'INTERVENTO DI...
tsunami
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
MONCALIERI - 04/06/2013pagina delle aziende

PRIMA SIGARETTA ELETTRONICA MADE IN TURIN

Nasce a Torino la prima sigaretta elettronica italiana, anzi europea. Proprio qui dove poco più di un anno fa era partito il business italiano delle sigarette elettroniche, tutte rigorosamente made in Cina, tre giovani imprenditori lanciano sul mercato questo nuovo prodotto, la prima e-cig, come la definiscono loro stessi, con un occhio alla sostenibilità ambientale perché realizzata in alluminio riciclato. L’azienda che ha progettato (12 mesi di ricerca e sviluppo) e messo a punto la prima sigaretta elettronica italiana è la Italeco di Moncalieri, fondata 20 anni fa in un garage di Santa Rita da tre amici con i calzoni corti, Marco Torello, Federico Pastore e Riccardo Bonardi. Ne hanno fatta di strada, da allora. Il garage è diventato una moderna struttura nella zona industriale di Moncalieri, dopo un passaggio a Grugliasco. I dipendenti sono una quarantina, i clienti un migliaio, il fatturato è di circa 7 milioni di euro, la metà di export, due nuove società sono nate in Inghilterra e Spagna. E un vanto della Italeco è quello di riuscire a vendere chip elettronici ai cinesi, che è come vendere ghiaccio agli esquimesi. La Italeco è un’azienda del settore elettronico e la prima grossa intuizione dei tre soci fondatori è stata quella di violare i codici di protezione dei chip delle cartucce toner, che le case produttrici di stampanti mettevano per impedire la rigenerazione delle cartucce stesse. Un’operazione in perfetto stile hackers, definizione nella quale i tre imprenditori si riconoscono. L’azienda ha poi allargato le sue attività a una gamma di articoli per la rigenerazione dei più importanti marchi, alla microscopia digitale, ai kit di televideoispezione per verificare il funzionamento dei motori e delle parti di veicoli industriali e autoveicoli. La curiosità, l’attenzione alle novità elettroniche e perché no la voglia di smettere di fumare di Riccardo Bonardi sono state il detonatore che ha fatto brillare l’idea – maturata poco più di un anno fa durante un viaggio in oriente – di produrre la prima sigaretta elettronica italiana. Un’intuizione che ha tenuto conto del sicuro sviluppo commerciale di un settore appena nato e già esploso a livello mondiale, ancora con poche e confuse regole ma in grande espansione. Un anno di ricerca e sviluppo hanno partorito ‘Big battery’: le sue dimensioni sono maggiori rispetto alle sigarette elettroniche in circolazione, assomiglia a un sigaro elettronico, ed è considerata la e-cig da casa, o da ufficio. Entrerà in commercio ai primi di luglio attraverso la rete distributiva della E Pipe, che ha cinquanta negozi in Italia, di cui uno a Torino in via Tunisi e uno ad Alpignano.











Ma qual è la novità della ‘Big buttery’, oltre alle dimensioni e al passaporto? “Con tutti gli altri modelli in commercio, made in Cina – spiega Marco Torello - la nostra sigaretta elettronica ha poco a che spartire. La nuova e-cig ha un vero cuore elettronico, un chip minuscolo dove sono immagazzinate tutte le informazioni per farla funzionare al meglio. Potrei definirla una fuoriserie delle e-cig”.

Il microcircuito legge in continuo il valore della resistenza e la carica residua della batteria regolando la potenza erogata, consentendo di personalizzare il tipo di aspirazioni, la quantità e l’ intensità del vapore emesso. Controlla il funzionamento della batteria e non consente l’utilizzo della sigaretta durante la ricarica, evitando così pericoli per il fumatore come lo scoppio della batteria. E’ dotata di un display su cui compaiono varie informazioni, come il numero di tiri fatti ogni volta che la si accende, ed è collegabile con un normale cavetto Usb al computer per permettere la memorizzazione dell’uso in un determinato arco di tempo e tenere sotto controllo i propri comportamenti attraverso un software dedicato che verrà rilasciato in una seconda fase. Il cavetto consentirà inoltre di scaricare i nuovi futuri firmware con funzioni sempre nuove. La Italeco progetta e produce nella propria sede di Moncalieri la parte elettronica dell’e-cig, mentre la parte meccanica è stata progettata nell’Eporediese da un’ azienda specializzata che già lavorava per l‘Olivetti. La nuova sigaretta elettronica torinese sarà venduta a un prezzo di circa 140 euro, compreso il kit di accessori. Il mercato del fumo-vapore ha potenzialità enormi. Lo scorso Natale gli svapatori – così si chiamano i fumatori elettronici – in Italia era 400 mila, oggi sono 500 mila e entro la fine dell’anno dovrebbero raggiungere il milione di unità, contro gli 11 milioni di fumatori tradizionali. Nel 2012 il mercato italiano ha fatturato 100 milioni di euro, 1 miliardo il giro d’affari nel mondo contro i 100 miliardi di dollari delle sigarette ‘catramose’, come vengono definite sui blog dai nuovi fumatori. La Italeco dunque si inserisce in un settore che non conosce crisi, anzi genera occupazione e utili per le imprese. E i tre soci già pensano a nuovi possibili sviluppi della e-cig: non li vogliono anticipare ma assicurano che il meccanismo semplice del prodotto (“E’ come una torcia, o un tostapane” dicono) consente adattamenti interessanti. Il settore del fumo elettronico è in crescita esponenziale: le multinazionali del tabacco corrono ai ripari assorbendo aziende che producono e-cig, lo Stato italiano che sta perdendo parte dei guadagni del monopolio del tabacco si limita, per ora, a nascondersi dietro a un dito sostenendo che “non è dimostrato che la sigaretta elettronica non faccia male”. Italeco semplicemente ammette che “non serve per smettere di fumare, è un modo diverso di fumare”.


Versione per stampa
REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab