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TORINO - 17/04/2013CRONACA

Affari con l'immigrazione clandestina: 3-4 mila euro per il permesso di soggiorno

Assumeva fittiziamente, come soci lavoratori, cittadini extracomunitari che giungevano in Italia con la prospettiva di trovare un lavoro, ma erano costretti a pagare caro il permesso di soggiorno. Però che la cooperativa implicata era inattiva da anni, non risultava aver mai presentato bilanci e dichiarazioni fiscali, aveva la sede in locali occupati da un’agenzia funebre. Sono scattate così le manette ai polsi di un cinquantenne calabrese, da anni residente a Torino, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Da mesi le Fiamme Gialle erano sulle sue tracce, in quanto organizzava le false assunzioni di lavoratori extracomunitari, creando i presupposti formali per ottenere, in modo fraudolento, il rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno e/o la regolarizzazione di colf e badanti, in realtà immigrate clandestinamente.
Coglieva ogni opportunità, sfruttando le finestre aperte col decreto “flussi” del 2009, con cui il Governo aveva stabilito il numero di extracomunitari che potevano permanere in Italia per motivi di lavoro, nonché con l’ultima sanatoria colf e badanti dell’autunno scorso.
Condizione per la regolarizzazione degli extracomunitari, infatti, era proprio la possibilità di documentare l’impiego in qualche attività lavorativa.
Le indagini hanno permesso di portare alla luce l’articolato sistema con cui l’uomo avvicinava gli immigrati, prospettava loro la possibilità di regolarizzare la propria posizione e, dietro un compenso che variava dai 3.000 ai 4.000 euro, predisponeva, per ciascuno di loro, la documentazione che ne attestava falsamente l’impiego.
Gli incroci delle banche dati e l’anomalo numero di assunzioni praticate hanno fatto scattare le indagini. Nella sua abitazione è stata recuperata documentazione inequivocabile: buste paga, contratti di assunzione e numerosi moduli in bianco, utilizzati per le comunicazioni al Centro per l’impiego di Torino.
Il meccanismo era ben oliato: nel giro di tre anni, sono oltre un centinaio gli immigrati di cui l’arrestato, riuscendo ad eludere i controlli amministrativi, tra le migliaia di pratiche istruite dalla Prefettura, aveva falsamente autocertificato l’assunzione.
Nessuno scrupolo davanti ai facili guadagni: tra le vittime, anche un immigrato marocchino affetto da un grave handicap.

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