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Attenti al cane - 04/10/2012pagina del cane Vidar

Con una bombetta conquisterò il mondo

Sono stato invitato ad unfashionevent! Mi hanno chiesto di presenziare ad una opening night per un promotional give away della fall-winter collection di un concept store di easy wear (roba che se lo copi sul traduttore automatico di Google ti esce la scritta “Ma sei cretino?”). All’inizio non capivo bene perché l’avessero chiesto proprio a me. Voglio dire, a parte la mia ovvia somiglianza con Grace Kelly, non sapevo di essere diventato una stella del jet set internazionale! Mi sono preparato per tempo: il vantaggio di essere un cane è che con il nude look puoi entrare ovunque, quindi mi sono limitato a spruzzarmi un po’ di profumo che ho trovato nel bagno del bipede .Baygon si chiama. Un po’ fortino per i miei gusti, ma almeno non sa di patchouli. Una volta uscito di casa ho pensato che all’appuntamento sarei dovuto arrivare in taxi: un buon compromesso tra affittare una limousine (provinciale) e guidare la Suzuki Alto col fanalino scassato del mio bipede (una puzza di cane tremenda: io davvero non so che gente ci faccia salire lì sopra). Dopo quattro ore che aspetto seduto sul marciapiede, manco fossi Hachiko, mi fulmina un’intuizione: non siamo a New York. Le probabilità che passi un taxi all’angolo tra via Oulx e via Borgone sono un po’ scarsine in un giovedì tardo pomeriggio di periferia. Opto per il bike sharing: economico, veloce e radical chic al punto giusto. Comincio a muovermi in direzioni casuali a caccia della postazione più vicina. Dopo due ore di ricerche a vuoto fermo un passante per informazioni. Mi dice “Ma è facilissimo: devi solo scaricarti l’app con la mappa delle stazioni!”. Estraggo dalla tasca il mio Motorola Star Tac a due colori del 1996 e realizzo che l’app scaricabile mi è utile quanto una racchetta da squash a un funerale (o anche una racchetta da squash in una partita di squash, per quel che ne capisco). Mi infilo in un negozio a caccia di una sciocchezza qualunque con cui scaricarmi questa benedetta app. Trovo un commesso gentilissimo che mi viene in aiuto. Esco dal negozio con la mia sciocchezzuola-scarica-app da 729 euro. E’ la versione sfigata dell’Iphone 5. Finalmente padrone della mia app scopro che la stazione di bike sharing più vicina è a 2 km a piedi e 24 minuti di distanza. Mi ci incammino, pensando che con due ore e mezza e settecento euro facevo prima ad andare a comprarmi un motorino, ma non lo dico per non sembrare grezzo. Finalmente arrivo alla location! E lì… sordo tonfo di delusione! Non ero affatto la star della serata…ero semplicemente in lista, in mezzo a una trentina di altri invitati. Per niente glam, oltretutto: niente piume, niente tacchi, niente strascichi… mi sono complimentato tra me e me per aver deciso di lasciare a casa la mise da Barbie Luce di Stelle che mi ero confezionato per l’occasione. Insomma, non mi rimaneva che confondermi tra la folla, per quanto ci si possa confondere tra la folla quando hai una coda.

Ecco le cose che ho imparato chiacchierando con gente chic :

1. Puoi essere ignorante come una capra e vestito come un pezzente, ma se hai una bombetta in testa tutti ti rispetteranno.

2. Con rare e pur apprezzabili eccezioni, mi pare di poter concludere che l’intelligenza di un bipede sia inversamente proporzionale alla grandezza dei suoi occhiali.

3. Mai avanzare riserve sulla portata rivoluzionaria di certi artisti contemporanei: Suggerire che se uno ha bisogno di fare quarantasei studi di bianco, per convincersi che il bidoncino comprato da Leroy Merlin è veramente bianco, probabilmente è un deficiente, non vi farà guadagnare molti amici.

4. Quando il sushi lo affetta un giapponese è tutta un’altra cosa: mica come in quei posti dozzinali in cui te la cavi con 13 euro a boccone, che si sente che in cucina ci sono i cinesi.

5. Berlino è spettacolare perché è tutta un cantiere. Corso Marche un po’ meno, per lo stesso motivo.

6. Se ci tengo alla mia reputazione di fido cagnolino bene di sinistra devo assolutamente smetterla di dire in giro che Vinicio Capossela proprio non mi va giù (è peggio che ammettere di sapere a memoria tutta la tracklist dei primi tre album dei Backstreet Boys. Ho fatto pure questo, ovviamente).

7. Una foto storta, mossa e in bianco e nero non è altro che una foto storta, mossa e in bianco e nero, a meno che il fotografo non indossi una maglietta alla marinara e una tracolla di cuoio. In questo caso è arte.

Sono tornato a casa che ero tutto un altro cane. Ora sì che mi so comportare! Non leccherò mai più il parmigiano da una ciotola. Se non sono accessoriato con bombetta, gilet e occhiali giganti…

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