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PINO TORINESE - 16/05/2012CRONACA

ECCO IL REGNO DEI PAPERONI

Pino Torinese è la città più ricca d’Italia. Lo dicono i dati del ministero delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2010 fatte nel 2011. I 6.153 contribuenti (su una popolazione residente di 8700 abitanti) produce un reddito fiscale di 226 milioni. La media del reddito pro capite è di 36.700 euro, ma il 7% dei contribuenti dichiara redditi superiori ai 100 mila euro. Pino è sempre stata nei primi posti della classifica dei Paperoni, ma questa volta ha raggiunto il primato. Alle sue spalle altri Comuni del Torinese, come Fiano, Baldissero, Pecetto. Segno che in collina, oltre a vivere più a lungo come sembrerebbe dal numero dei centenari dell’Astigiano, si diventa ricchi? No, semplicemente testimonianza che chi ha più soldi preferisce abitare nel verde, lontano dallo smog e da problemi di traffico e delinquenza, ma comunque vicino alla metropoli, raggiungibile in pochi minuti. “Pino è una cittadina ricca ma il Comune non è ricco” si affretta a dichiarare Andrea Biglia, sindaco al secondo mandato, che precisa un dato interessante. Quel 7% di contribuenti che dichiarano oltre 100 mila euro in realtà hanno redditi medi di 230 mila euro. Sono i 350 Paperoni di Pino. “Medici, professionisti, professori universitari, dirigenti d’azienda che lavorano a Torino”. Biglia spiega che la sua non è una cittadina dormitorio, come a volte viene definita: “La nostra è una società viva – dice – ci sono circa 40 associazioni, un centro per la terza età, spazi per i giovani”. Non ci sono invece grosse realtà economiche, a parte la direzione centrale della Ferrero, i cui dirigenti però abitano altrove. La città più ricca d’Italia deve però fare i conti anche con la povertà: 1.060 contribuenti dichiarano redditi inferiori ai 7.500 euro e il Comune interviene ogni anno con aiuti alle famiglie per le spese di affitto e per le bollette delle utenze. Come ha accolto il sindaco questo primato? “Sono ben contento di essere sindaco di contribuenti onesti – dichiara – Certo che i ricchi pretendono servizi che non sempre il Comune è in grado di erogare”. Torna l’immagine del Comune povero nel paese ricco. “Senza Ici non abbiamo introiti – aggiunge Biglia – l’Imu per due anni per noi sarà a saldo zero”. Ma qui gli indici catastali sono alti “e dal 2014 le entrate saranno rilevanti”. Ciò che frena la volontà di dotare Pino di nuovi servizi è il Patto di Stabilità. “Potrei appaltare lavori per 3 milioni – dice il primo cittadino – Abbiamo iniziato il lotto per la nuova biblioteca, per la sede del poliambulatorio, per un piccolo auditorium per i giovani, ma le regole del Patto ci frenano. Ho perso le speranze che possa essere sbloccato”. Ha bruciato le tappe, Pino Torinese. Comune agricolo negli anni ’50-’60, poi residenziale con le seconde case dei torinesi benestanti, oggi è il Comune più ricco d’Italia, non ci sono problemi di sicurezza e anche la crisi qui “è arrivata meno”.


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