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COLLEGNO - 19/02/2012CRONACA

ALLA LAVANDERIA UNA STAR DELLA DANZA

Alla Lavanderia a Vapore di Collegno è andata in scena una tra le maggiori interpreti della danza contemporanea internazionale, la torinese Ornella Balestra, un’artista raramente vista a Torino, nonostante i numerosi consensi ricevuti all’estero.
Si è esibita nella prima italiana di “Rosenzeit, a solo for Ornella Balestra” di Luca Giacomo Schulte. Arte difficile quella del ”un solo”. Richiede forte presenza scenica, magnetismo, controllo assoluto del corpo e del gesto, doti che ben appartengono ad Ornella Balestra. Una protagonista della danza contemporanea alla quale la stagione della Lavanderia a Vapore di Collegno ha voluto rendere omaggio.
Rosenzeit, cioè il “Tempo delle rose”, così breve ed intenso è il titolo della pièce realizzata con teutonica e distillata lentezza firmata da Luca Giacomo Schulte, che non per caso è drammaturgo e designer anche del corpo e dell’anima più che coreografo. Nell’opera vi è un doppio ritratto. Il primo è quello del soggetto, una donna e le sue malinconie. In questo caso Ornella Balestra, danzatrice che fu solista da Béjart e che incarna dal 2003 un’idea della donna nei lavori del coreografo tedesco Raimund Hoghe.
Il secondo ritratto è quello del coreografo, Luca Giacomo Schulte, di origini italo-tedesche, anch’esso legato al nome di Raimund Hoghe di cui è collaboratore artistico dall’inizio degli anni ‘90.
Ed è proprio questo doppio ritratto che gioca un ruolo importante nella pièce: un’intimità a due, aldilà del loro maestro comune Raimund Hoghe, un legame a due che passa attraverso la cultura italiana (le canzoni di Mina) e il romanticismo tedesco come quello dell’aria di “Mein schöner Stern” di Robert Schumann e le musiche di Schubert.
Ornella Balestra va toccando ora il culmine di una carriera partita da ottimi studi classici. Ha studiato danza a Torino con Sara Acquarone poi ha seguito per un anno i corsi della Scala, quindi è entrata al Mudra di Béjart a Bruxelles. Approdata da Béjart era una delle danzatrici preferite dal maestro ma un infortunio al ginocchio l’ha allontanata da Bruxelles. Tornata a Torino la ricordiamo eccellente interprete di alcune creazioni. Poi nove anni fa l’incontro con il geniale coreografo tedesco Raimund Hoghe che l’ha eletta sua musa, anch’esso in sala ad applaudirla. Una serata che ha rappresentato la duplice e piuttosto rara occasione di ritrovare una carismatica danzatrice torinese come la Balestra e un coreografo molto presente ed apprezzato in Europa come l’italo-tedesco Schulte. Il loro “Tempo delle rose” corona una collaborazione nata sotto l’ala di Raimund Hoghe, artista globale più che semplice coreografo, che li ha fatti incontrare e lavorare insieme già molti anni or sono, unendo tutti a Pina Bausch, per cui Hoghe è stato drammaturgo. Con Hoghe, e poi con Schulte, per Ornella Balestra è nata una nuova e feconda vita artistica premiata alla fine da lunghissimi applausi, in una età in cui molte danzatrici lasciano il palcoscenico. Rosenzeit, prima opera teatrale di Schulte, ha debuttato a Düsseldorf nel 2009 continuando a riscontrare ottimi consensi.
Vito Piepoli

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