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SAN MAURO - 26/11/2011CRONACA

I fascismi del '900 in Europa

“Fascismi, autoritarismi, populismi. L’Italia e l’Europa nella lunga durata”. Questo è il titolo del primo di due incontri - il prossimo si terrà martedì 29 - promossi dall’Anpi sanmaurese e dall’Unione Culturale Franco Antonicelli di Torino. Dopo i saluti del sindaco di San Mauro Ugo Dallolio, la serata è stata aperta dal presidente della sezione “Leo Lanfranco” Pino Bucci che, dopo aver ricordato l’impegno costante dei partigiani, ha lanciato un appello per la campagna di tesseramento. Visto anche il forfait del professor Giovanni Carpinelli, è toccato al presidente dell’Unione Culturale Franco Antonicelli, Gianfranco Ragona, dare il via ai lavori: «Credo che la nostra democrazia abbia dato buona prova di sé negli ultimi lustri. A partire dalla Seconda Repubblica, abbiamo assistito ad anni difficili, contrassegnati da forti tensioni e da una personalizzazione sempre più evidente della vita politica. Comunque mi pare che, complessivamente, il nostro sistema istituzionale e la nostra democrazia abbiano retto». Ed ancora: «Il Novecento ha conosciuto diverse forme di fascismo. Si pensi all’Argentina, alla Spagna di Franco, o all’apartheid in Sudafrica: ecco perché occorre fare i conti con quest’insieme di elementi e far sì che quest’operazione non sia un puro esercizio dialettico ma assuma un carattere politico». Ad allargare il campo della riflessione, concentrando la sua analisi soprattutto sull’Est europeo, ha provveduto Guido Franzinetti, docente di Scienze Politiche presso l’Università del Piemonte Orientale: «Io non sarei così ottimista come il professor Ragona - esordisce Franzinetti - La crisi economica rafforza i movimenti di destra radicale in tutta Europa, specialmente ad est. Pensiamo ad esempio a quanto avvenuto con gli Jobbik in Ungheria: lo scorso anno hanno ottenuto il 17% dei voti ». Ma il professore si spinge oltre nella sua disamina, spiegando: «Generalmente, gli appartenenti alla destra radicale provengono da settori ai margini e sono dunque gli esclusi della società. Attenzione però: non si possono ridurre le questioni ed i problemi in modo così semplicistico. Vi sono anche a sinistra argomenti tabù su cui occorre dare delle risposte. In Ungheria ad esempio, la questione dei Rom non è stata affrontata neppure dalla sinistra. Non possiamo cedere a quella che io chiamo tentazione giustizialista. Non capire è un lusso che oggi non ci possiamo permettere».

Luca Moccia


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